Una rosa romantica… una rosa per Tè

(Laura Caratti) Dedicato a Eloisa una dolce amica che ama le rose romantiche, quelle che virano dal bianco al rosa, somigliano a quelle dei fioristi, ma si domanda… è possibile coltivarle in giardino?
E, soprattutto, ci sono varietà che può coltivare una neofita dotata di buona volontà ma poca esperienza?

Partiamo dall’oggetto del desiderio, una rosa che somigli a quella ritratta in basso, cespuglio ordinato di dimensioni abbastanza contenute, fiore grande con tanti petali, anche questo dovrebbe essere abbastanza ordinato perché Elo, per ora, non apprezza la scapigliatura.
Rifiorenza, profumo? Si, ovvio che vogliamo anche quello, e io ci aggiungerei anche delle belle foglie sane.

Un posto al sole si può trovare, anche se la nostra “rosa dei desideri” dovrà vivere nel nord Italia e dovrà riuscire ad autogestirsi quando Eloisa, che è sempre molto impegnata con il lavoro, si dimenticherà di lei e non effettuerà con costanza i trattamenti fitosanitari che per alcune varietà di rose sono quasi indispensabili.

E’ un’immagine presa in rete, Eloisa non conosce il nome di questa rosa ma fa pensare ad un HT

Non ho mai avuto una particolare predilezione per la rosa classica. In giardino spesso coltivo roselline che gli amici (normali) non riescono neppure a riconoscere come rose però mi piacciono tantissimo e sono disposta a fare qualche piccolo sacrificio mantenerle belle e in buona salute.
Così, per effettuare le ricerche su questa sconosciuta, mi sono fatta aiutare da HelpMeFind che è una preziosissima miniera di informazioni, da Isabel che da parecchi anni adora e coltiva e rose Tè e da Maddalena Piccinini (la famosa Pegasus) che ha un grande roseto in provincia di Piacenza e ha contribuito a scrivere con me il libro il Giardino svelato.

La rosa ritratta nella prima foto è probabilmente una HT che letteralmente significa Hybrid of Tea. In realtà nella categoria degli ibridi di Tè rientrano moltissime rose con caratteristiche alquanto differenti, ma quando si parla di HT solitamente si intende proprio la rosa rigida e “bacchettona” che per tanti anni ha imperato nei giardini e negli orti italiani soprattutto per fornire fiori da taglio.


Diciamo che questo è un compito che svolge bene ma, da almeno quarant’anni a questa parte, il gusto si è evoluto: ibridatori e appassionati si sono orientati verso forme più morbide e arrotondate, con un occhio di riguardo al portamento e alla bellezza dell’arbusto. Anche le famose rose inglesi sono ibridi di tè, ma nell’ibridarle si è cercato di recuperare la forma morbida e il profumo delle rose antiche.
Al giorno d’oggi si scelgono piante che abbiano un interesse che va oltre la fioritura, quindi si prendono in considerazione portamento, foglie, bacche… ma anche la resistenza alle malattie non è da sottovalutare.

Le HT classiche non sono campionesse in fatto di salute, proprio perché sono il risultato di ibridazioni mirate a produrre soprattutto il fiore hanno dimenticato le loro origini e si sono indebolite su altri fronti.
Se avete voglia di leggere qualcosa sulle rose HT questo articolo di Lidia Zitara è interessante e anche divertente.


Per questo partirei proprio dalle origini: dalle rose Tè che esprimono fascino, grazia e romanticismo anche nel modo in cui si propongono e si accostano al giardino.

La prima proposta è una stupenda Tè che le mie amiche esperte adorano e consigliano:
Mme Antoine Mari (Francia, prima del 1890). 
“Il fiore è rosa chiaro con sfumature bianche e centro crema. Petali esterni sfumati di rosso e una fragranza delicata. Fiore medio grande, da semidoppio a doppio che tende a reclinarsi, forma di fioritura per lo più solitaria.
L’arbusto è ben ramificato con un portamento morbido che può raggiungere le dimensioni di 1,5 x 1,5 metri”, la crescita è lenta.
Resiste alle malattie, ma se viene collocata in un posti umidi o poco arieggiati in primavera soffrirà di oidio e dovrà quindi essere trattata con zolfo. In estate l’oidio se ne andrà e la rosa continuerà a rifiorire.
Adora il caldo e le posizioni soleggiate, segni particolari: BELLISSIMA.

Mme Antoine Mari (foto Isabel)
Mme Antoine Mari (foto Maddalena Piccinini)

Donna Marella Agnelli di Barni è un’ibrido tè introdotto nel 1988 che potrebbe essere interessante. Dalle foto reperite in rete mostra un portamento abbastanza rigido che potrebbe piacere anche a chi cerca una HT.
“La delicata tonalità rosa madreperla del colore, si mantiene inalterata anche sui fiori aperti, che conservano la grande eleganza dei boccioli”. La pianta viene descritta come forte, sana, a vegetazione eretta, con fogliame verde scuro. Leggermente profumata. Altezza in vegetazione cm 90/110 cm.

Donna Marella Agnelli (foto Andrea Moro)
Source: Moro A., Nimis P.L., Martellos S. (ed.) 2003+ [continuously updated]: Il Cercapiante, published at http://dbiodbs.units.it/carso/cercapiante01/ 
Donna Marella Agnelli arbusto (foto Barni)

Una rosa che solitamente non dà problemi, molto profumata e anche bella, è Frederic Mistral (ibrido di tè, Meilland 1994)
“Rosa chiaro. Fragranza forte e agrumata. Da 40 a 45 petali. Fiori grandi a forma di coppa per lo più solitari. Rifiorente. L’arbusto è eretto, alto fino a 185 cm. con una larghezza di 90 cm. Senza spine (o quasi). Fogliame grande, semilucido, verde scuro. E’ resistente alle malattie ma beneficia della protezione invernale nei climi più freddi.”

Frederic Mistral

Sempre fra gli ibridi di tè a fiore grande, si può prendere in considerazione ‘Eterna giovinezza‘ di (Domenico Aicardi, 1937).
“Dai boccioli lunghi e appuntiti si aprono fiori grandi, sontuosi, rosa chiaro intensamente profumati. Sfumature rosa chiaro, salmone-arancio. Profumo forte. Fiore molto grande e pieno (+ di 40 petali), forma a coppa. Rifiorente. Cespuglio eretto che può raggiungere 180 cm di altezza, larghezza fino a 80 cm. Fogliame coriaceo”.  
Anche questa rosa richiede un posto caldo e riparato.

Eterna giovinezza (foto Nino Sanremo)

Fra le inglesi ‘Janet‘ ha un portamento abbastanza rigido e il suo fiore ricorda un po’ le HT, ma molto più bello e ricco. Anche il colore sfumato di pesca potrebbe andar bene.

Rosa ‘Janet’ (foto Maddalena Piccinini)
Rosa ‘Janet’ (foto Maddalena Piccinini)

Infine arriviamo ad un HT vera e propria: ‘Princesse de Monaco’ di Meilland. E’ davvero molto rigida. I fiori bianchi sono bordati da lievi sfumature rosa. E’ sana e ben rifiorente, ma come tutte le HT soffre di ticchiolatura dall’estate in poi. Maddalena la tiene nell’orto, utilizzata assieme ad altre HT per produrre fiori da portare in chiesa.
Purtroppo non riesco a trovare in rete una foto che illustri l’arbusto completo (forse perché non è degno di essere fotografato?)

Princesse de Monaco (foto HMF)

E così siamo arrivati anche alle famose (o famigerate) HT.
Paragonando la prima proposta all’ultima, la differenza è talmente evidente che per coglierla non è necessario l’occhio di un rodofilo. Ci sarebbero molte altre soluzioni perché il mondo delle rose è immenso: nessun altro fiore ha ricevuto così tante attenzioni da parte di giardinieri e ibridatori.

Questo post è nato un po’ per caso, ringrazio Isabel e Maddalena che mi hanno inviato foto e informazioni senza scandalizzarsi troppo sulle mie richieste.

Il mondo delle antiche Tè è indubbiamente molto affascinante e non ha nulla a che spartire con le cultivar ibridate con lo scopo di produrre fiori. Ma continuo a preferire gli ibridi di moschata a mazzetti che sono affidabili e generose, le rose rugose che hanno bellissime foglie e bacche, e adoro le rose a fiore semplice che, da sempre, sono la mia passione.


Ma i gusti sono gusti, nel nostro giardino dobbiamo piantare quel che ci piace e soprattutto quel che potrà donarci gioia.
Le rose danno grandi soddisfazioni, indipendentemente dal romanticismo che possono ispirare. Richiedono però alcune cure: afidi, argidi, ticchiolatura, oidio sono sempre pronti ad attaccare. Per non parlare della dannata popillia che purtroppo Eloisa conosce bene.
Appunto perché la scelta è vastissima occorre indagare e documentarsi resistendo alle lusinghe della foto con bocciolone che possiamo trovar stampata sul cartellino. Non ha alcun senso comprare una rosa qualsiasi, bene o male dovremmo accudirla e curarla, tanto vale scegliere quella che per noi è la più bella e desiderabile.

 


LAURA CARATTI (Laura Caratti)
Da più di trent’anni il mio mestiere (e la mia passione) è costruire libri, sono una grafica editoriale. L’interesse per la montagna, la natura, il disegno, la fotografia, le piante e i giardini mi ha spinta a cercare collaborazioni con editori interessati a questi argomenti ed è stato così che ho incontrato Blu Edizioni di Torino.
Nel 2016 ho ideato e scritto con i miei amici il libro di giardinaggio che avrei sempre voluto trovare in libreria: “IL GIARDINO SVELATO – Giardinieri esperti e appassionati raccontano come inventare il proprio giardino”
Anche il nuovo libro nasce da un desiderio e da una curiosità personale: è possibile faticare meno in giardino?
Per costruire “IL GIARDINO PIGRO – Esperienze, idee e suggerimenti per faticare meno e godersi di più il giardino” ho interpellato una quindicina di autori, sono appassionati di lunga data che hanno accettato con entusiasmo di condividere le loro preziose esperienze e mi hanno insegnato molto.
La mia passione per le piante è iniziata con i bonsai e con qualche erbacea perenne che inserivo e curavo nel giardino di mia madre. Da circa 15 anni ho un piccolo giardino in pianura, nella provincia di Torino.

Un pensiero su “Una rosa romantica… una rosa per Tè

  1. Madame Antoine Mari secondo me è la rosa ideale , Melissa diceva fosse molto sana , assume una forma golosa in modo naturale , è molto rifiorente e non dà l’impegno di essere potata regolarmente , come le ht .
    Ho detto la mia , purtroppo l’ho persa anni fa , per averla trapiantata in un momento inadatto e ne sono ancora dispiaciuta ……..

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