Sulle tracce di un Amelanchier

Indagini su questa splendida pianta ancora poco utilizzata.

(notizie da Laura Caratti)
Un alberello rustico non troppo ingombrante, leggero, a foglia caduca ma attraente per lunghi periodi, con un portamento morbido e frondoso, di facile coltivazione, rustico e poco esigente in fatto di cure, sobrio, perché preferisco evitare le piante troppo chiassose o “sciccose” che in questo piccolo giardino di campagna sarebbero fuori luogo.
Fra le piante che ho preso in considerazione ci sono: cornus, viburni, un agnocasto… ma la mia amica Daniela mi consiglia caldamente un Amelanchier anche conosciuto come pero corvino. Qualche volta l’ho visto nei giardini degli appassionati ma non mi sono mai soffermata a studiarlo.
Direi che è venuto il momento di farlo e, volentieri, condividerò i risultati delle mie ricerche.

E’ un genere che raccoglie circa 25 specie di alberi e arbusti decidui, della famiglia delle Rosaceae. Rustici e di facile coltivazione, richiedono un’esposizione sole/mezz’ombra. Preferiscono terreni acidi o neutri ma – secondo alcuni testi – possono adattarsi a ogni tipo di terreno. 

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L’interesse è dato soprattutto dal fogliame che varia di colore con il passare delle stagioni e in autunno, prima di cadere, assume una calda colorazione rosso-arancione che “accende” il giardino.

A metà primavera esplode la splendida fioritura candida e profumata. Dai numerosi racemi con fiori bianchi (autoimpollinanti) si sviluppano i piccoli frutti decorativi e gustosi grandi pressappoco come un mirtillo. A maturazione completa, non si staccano dal picciolo e, se non vengono raccolti, rimangono a lungo sulla pianta per la gioia degli uccelli che frequentano il giardino.  In passato erano abbondantemente consumati dalle tribù d’America. Hanno una consistenza farinosa-carnosa, e sono ricchi di ferro e rame. Ottimi freschi in macedonia o impiegati nella preparazione di marmellate, si possono anche essiccare come l’uvetta. L’Amelanchier può quindi avere due funzioni: arbusto ornamentale e albero da frutto.

I frutti dell’Amelanchier. Foto di Jens Wörner

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Mi orienterò sulle specie con altezza media, con frutti dolci e succosi e portamento ricadente perché in giardino serve un alberello che nei pomeriggi estivi ombreggi le nostre sedie sdraio.
Alcune “amiche dei fiori” mi hanno però messa in guardia: l’unico difetto di questi arbusti/alberelli è che tendono a spezzarsi in caso di nevicate o temporali violenti, perciò sceglieremo un angolo riparato e ci dedicheremo con cura e costanza alla potatura. Per il resto è una pianta molto rustica e resiste alle basse temperature (oltre -20°).


Indagando fra le specie, ho capito che c’è un po’ di confusione e non è facile districarsi nella giungla degli amelanchier, ho raccolto informazioni ed ecco alcuni dei più conosciuti e facili da reperire nei vivai.

Amelanchier laevis

con l’età può raggiungere i 10 metri di altezza e larghezza, assomiglia di più ad un albero che non ad un arbusto. Portamento espanso frondoso, foglie ovate/oblunghe fino a 8 cm, da sono giovani lisce bronzee, poi verde scuro e arancio-rosso in autunno. Racemi penduli 4-12 cm che portano fiori bianchi a maggio. Seguono frutti neri dolci blu neri lunghi fino a 1,5 cm

Un ibrido interessante dell’A. laevis è l’Amelanchier ‘Ballerina’ che ha foglie leggermente più grandi, dopo una fioritura abbondante produce frutti dolci e succosi. Altezza max 6 metri, larghezza 8 metri

 

 

 


Amelanchier lamarckii

10-12 metri circa, raggiunti lentamente. presenta rami ricadenti e portamento cespuglioso. Getti giovani bianco pelosi, e foglie che diventano presto glabre. Queste sono bronzee, da ellittiche a oblunghe, lunghe fino a 8 cm, diventano verde scuro in estate e quindi si tingono di un bellissimo arancione e rosso in autunno. A metà primavera diventa una nube bianca. I racemi penduli sono lunghi 6-12 cm. Fiori bianchi dai petali oblanceolati lunghi 10-15 mm, portati su lunghi peduncoli. In autunno produce frutti dolci, succosi, blu-neri, larghi 7-10 mm. Spesso confuso con A. Canadensis o A. Laevis. Origine incerta, naturalizzata in Europa.


Amelanchier canadensis 

è forse il più conosciuto. Altezza 6 metri, larghezza 3, portamento eretto cespuglioso, pollonante, chioma tondeggiante molto ramificata. Originario di Canada e Nord America è molto vigoroso e rapido nella crescita. Ha fusto grigio-brunastro, foglie ovali lunghe 3,5-5 cm, rosso mattone appena aperte che poi diventano verde pastello e ricoperte di peluria giallastra nella pagina inferiore.  Ad essa seguono piccole bacche di 1 cm di diametro, inizialmente bianco-rosate  con la maturazione assumono una colorazione rosso-violacea.  
Il canadensis ha caratteristiche estetiche e organolettiche superiori che hanno indotto i coltivatori a preferirlo rispetto alle altre specie.
Ha un tronco flessuoso, il più delle volte multiplo, per avere una bella fioritura gradisce un’esposizione soleggiata, ma anche in zone semi-ombreggiate mantiene una bella vegetazione, mentre in ombra totale la vegetazione diventa rada e sottile e la fioritura è nulla.
Come la maggior parte delle piante gradisce terreni sub-acidi sciolti e ricchi di sostanza organica, ma cresce e fruttifica anche in quelli calcarei. Mal sopporta, invece, i terreni molto umidi e con ristagni idrici.
Supera senza conseguenze periodi siccitosi e inverni rigidi, pare che la sua elasticità gli permetta di opporsi ai forti venti e alle nevicate senza subire danni.
Altra caratteristica dell’Amelanchier canadensis è la maturazione dei frutti: sebbene i fiori sboccino contemporaneamente, i frutti giungono a maturazione in modo graduale per cui, considerando che una pianta anche relativamente giovane ne produce moltissimi, si ottiene un raccolto abbondante per quasi un mese.


Potature e cure


Le uniche potature necessarie sono quelle di contenimento o quelle destinate a correggere malformazioni estetiche. In ogni caso anche forti potature sono ben tollerate, in questi casi va ricordato però, che le gemme da fiore compariranno dalle ricacciate dai polloni cresciuti a seguito di tagli rilevanti.
Le innaffiature sono necessarie al momento dell’impianto e fino a quando la pianta non sarà affrancata, di seguito solo in caso di forte siccità.
Anche le concimazioni non sono indispensabili poiché riesce a prosperare anche in terreni poveri.
Le malattie sono rare: in particolari condizioni atmosferiche, nelle stagioni calde, sono possibili attacchi di oidio; mentre i parassiti più comuni, anche se non frequenti, sono gli afidi e le fastidiose cocciniglie. Più probabile, invece, riscontrare la presenza dell’oziorinco. Comunque sia gli attacchi crittogamici che parassitari, difficilmente causano danni gravi alla pianta.

 


Dove lo acquisterò, quale specie sceglierò?


Mi affascina la varietà “Ballerina” per la bontà dei suoi frutti e per le dimensioni contenute, ma vorrei una piantina già grandicella e probabilmente mi adatterò in base a quel che riesco a reperire.
Nel raccogliere informazioni su sviluppo e portamento mi sono affidata alla famosa Enciclopedia delle piante da giardino della Royal Horticultural Society ma ovviamente ho indagato anche in rete e su Pinterest dove ho reperito le immagini pubblicate.
Se avete consigli, esperienze dirette,  o se riscontrate inesattezze nelle info che ho reperito per favore scrivete nei commenti, ve ne sarò molto grata!
Molti vivaisti decantano e propongono l’Amelanchier, qui di seguito incollo i link di alcuni di loro che non distano troppo dalla mia zona, ma visiterò anche quelli molto vicini, che pur non avendo un catalogo in rete spesso riescono a sorprendermi piacevolmente.

Vivai Savegnago a Mercenasco (TO)

Vivai Veimaro a Cossato (BI) che propone diverse specie e varietà

Azienda Agricola Maurizio Feletig – Arignano (TO)

I giardini e le fronde – Serravalle Scrivia AL

Vivaio di Renato Ronco Strada dei Biasoni, 39/12 (TO) – Torino (TO)



LAURA CARATTI (Laura Caratti)
Da più di trent’anni il mio mestiere (e la mia passione) è costruire libri, sono una grafica editoriale. L’interesse per la montagna, la natura, il disegno, la fotografia, le piante e i giardini mi ha spinta a cercare collaborazioni con editori interessati a questi argomenti ed è stato così che ho incontrato Blu Edizioni di Torino.
Nel 2016 ho ideato e scritto con i miei amici il libro di giardinaggio che avrei sempre voluto trovare in libreria: “IL GIARDINO SVELATO – Giardinieri esperti e appassionati raccontano come inventare il proprio giardino”
Anche il nuovo libro in uscita a febbraio 2019 nasce da un desiderio e da una curiosità personale: è possibile faticare meno in giardino?
Per costruire “IL GIARDINO PIGRO” ho interpellato una quindicina di autori, sono appassionati di lunga data che hanno accettato con entusiasmo di condividere le loro preziose esperienze e mi hanno insegnato molto.
La mia passione per le piante è iniziata con i bonsai e con qualche erbacea perenne che inserivo e curavo nel giardino di mia madre. Da 15 anni ho un piccolo giardino in pianura, nella provincia di Torino.

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