Irrigazione automatica, in pratica

Nel post precedente ho parlato dei motivi che mi hanno spinta a progettare un impianto di irrigazione e di alcuni aspetti che vanno tenuti in considerazione.
Quando si visitano i giardini difficilmente si ha la possibilità di sbirciare “quel che c’è dietro” : la compostiera, il magazzino, il capanno degli attrezzi… più difficile ancora è vedere l’impianto di irrigazione perché tutti cerchiamo di occultarlo ed è giusto che sia così.

Ma il mio piccolo e giovane impianto è tutt’altro che invisibile, perciò posterò alcune immagini che spero possano stimolare l’immaginazione di chi voglia cimentarsi con l’irrigazione automatica.

Partiamo dal cuore dell’impianto: il pozzo che ha una profondità di circa 6 metri. Al suo interno si trova una pompa a immersione per acque chiare abbastanza potente (0,75 Hp che ha una portata di 120 l/min). Quando la pompa lavora in automatico viene attivata da un timer digitale programmato per farla partire qualche minuto dopo l’attivazione della centralina e si ferma qualche minuto prima della sua chiusura. In questo modo evitiamo che la pompa lavori senza avere sfogo.

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La centralina

Poi c’è il cervello, ovvero la centralina. Abbiamo utilizzato un modello della Geolia a quattro vie. Il computerino non è difficile da programmare ma abbiamo optato per una soluzione molto semplificata:
– un programma 1 mattiniero di 15 minuti che apre a due a due le valvole (in totale l’irrigazione dura una mezz’ora),
– un programma 2 pomeridiano di 5 minuti che serve solo due zone. E’ un’irrigazione rapida che serve a dare sollievo alle piante in vaso e a quelle molto soleggiate, parte alle 16,30.

Infine c’è la distribuzione. Come saprete i sistemi di irrigazione sono sostanzialmente di due tipi: a goccia e per aspersione.
Abbiamo utilizzato il sistema a goccia per i vasi mentre il resto del giardino è irrigato soprattutto con spruzzatori rotanti. Questo per diversi motivi: sono comodi e coprono grandi superfici, possiamo permettercelo avendo una buona disponibilità d’acqua a basso costo e infine, la fretta di partire per le vacanze: li avevamo in casa e non abbiamo dovuto acquistare nuove attrezzature.
Hanno qualche difetto: sono molto visibili, bisogna evitare che nella traiettoria incontrino ostacoli e che lancino acqua sul piede di alberi o arbusti perché possono danneggiarli seriamente, come mi ha insegnato il mio amico fitoiatra  che ha collaborato alla stesura del libro che ho ideato, curato e scritto con alcuni amici   (IL GIARDINO PIGRO  pubblicato da  Blu Edizioni.

 

Uno degli spruzzatori rotanti, sullo sfondo una doccia da giardino, solitamente i libri di giardinaggio non lo prevedono ma vi assicuro che può essere molto utile e comoda.

 

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una cineseria di Amazon che, visto il prezzo, si può provare

Il sistema a goccia che ho fotografato in alto è decisamente economico, per ora funziona abbastanza bene ma dovrei dotarlo di un filtro perché con l’andar del tempo potrebbe intasarsi. Per montare i vari tubicini basta un po’ di pazienza, il risultato non è “professionale” ma neppure da scartare, vista la spesa. Le valvoline-spruzzatore permettono di regolare la fuoriuscita di acqua, l’importante è regolare la pressione con un rubinetto perché un getto troppo potente rischia di farle saltare.  In passato ho usato anche altri sistemi: semplici tubi rigidi di plastica forati da me, i tubi tripli forati, e anche la classica ala gocciolante che forse resta la soluzione più pratica per irrigare a goccia.
Diciamo che funzionano tutti, l’importante è posarli con cura in modo da riuscire a creare la cosiddetta banda d’umido.

E’ un impianto di irrigazione costruito empiricamente con il materiale di cui disponevamo, non abbiamo fatto calcoli e grandi progetti: solo una mappa in cui definire e organizzare le varie zone.
La messa a punto è avvenuta on-line a furia di tentativi e docce – per altro molto piacevoli – poco prima della partenza per una vacanzina di 5 giorni.
Ma sono stati i giorni più assolati dell’anno, la bolla africana non risparmiava nessuno: umani, animali e vegetali. Il giardino se l’è cavata egregiamente e questo mi incoraggia a proseguire, implementare, perfezionare.
Non si finisce mai di imparare, così si suol dire… perciò questa fase “pigra” del mio rapporto con il giardino sarà dedicata all’irrigazione automatica che, ve lo assicuro, può dare grandi soddisfazioni!

Laura

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la mappa dell’impianto (provvisoria, in via di perfezionamento)

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