Irrigazione automatica vacanziera

Quanto innaffiare? Quali sistemi usare? Come progettare e realizzare un sistema di irrigazione? Si tratta di un lavoretto da bricoleur oppure bisogna interpellare un professionista? E infine…  chi sono i “professionisti”?

Queste sono le domande che mi sono posta per tanti anni, soprattutto in estate, perché innaffiare è uno dei lavori più impegnativi, noiosi e odiosi, soprattutto in estate. Quando poi finalmente si decide in andare in vacanza il problema si acuisce: vicini e amici, più o meno retribuiti, non hanno la sensibilità che hai tu… non vedono nulla, non ascoltano le grida di dolore delle piante sofferenti, magari pensano che tu sia irrimediabilmente “malata” e “fissata”… per loro è solo una grandissima rottura di scatole.

Quest’anno mi sono impegnata un po’ di più, ho studiato, ho letto tutto quel che la rete poteva offrire… ma soprattutto mi ha aiutata il “Giardino pigro“. In particolare Alessandro Benvenuti che ha scritto e illustrato l’ultimo capitolo e ha stravolto alcune delle mie convinzioni sull’irrigazione:

  • un irrigazione prolungata è sempre benefica perché raggiunge gli strati profondi dove le radici possono dissetarsi, non ha senso bagnare solo in superficie…
    >>> in realtà dipende molto dal terreno e dalle piante che coltiviamo, a volte può essere uno spreco. Per contro quando le temperature sono molto alte e l’aria è secca, alcune piante possono dare segni di “svenimento” non perché le radici non siano sufficientemente irrigate, ma perché l’umidità atmosferica non è adeguata.
  • non bisogna irrigare quando il sole è alto perché le gocce producono l’effetto lente che brucia le foglie
    >>>non è vero, Alessandro ha perfettamente ragione, lo so perché ci ho provato: irrigando brevemente per aspersione alle 4 del pomeriggio non ho avuto alcun danno, solo sollievo per le piante bollite dal sole impietoso in queste giornate calienti.
  • un’irrigazione eccessiva stimola la proliferazione di malattie fungine
    >>> verissimo, soprattutto se si ha l’abitudine di innaffiare di sera.
    Però ho scoperto con sorpresa, che molti dei danni che attribuivo alle crittogame erano invece causati dal malefico ragnetto rosso (Tetranychus urticae), un lentino dovrebbe far parte del kit di ogni giardiniere. Prolifera in condizioni di siccità e da noi massacrava pomodori, melanzane, rose, limoni… abbiamo risolto il problema con un paio di trattamenti, ma soprattutto cambiando le abitudini di irrigazione.
    Alle piante l’acqua piace, e pure molto. Ho notato che anche alcune succulente come gli Aeonium o i Sempervivum gradiscono le irrigazioni veloci che ho impostato in automatico. Ovviamente non va bene il ristagno, che è una delle cause più frequenti di insuccesso con le piante.
  • Un’irrigazione periodica e costante stimola la crescita delle infestanti (l’osservazione è di Nicola Casale, un altro autore del libro)
    >>>  “dipende molto dalla durata dell’irrigazione”  risponde Alessandro.
    I miei primi esperimenti, ancora un po’ rozzi, danno ragione a Nicola: gramigna, portulaca, euphorbie e oxalis dopo una calda settimana di vacanza irrigata in modo automatico crescono e proliferano che è una meraviglia! L’irrigazione per aspersione non fa distinzioni fra buoni e cattivi, per discriminare bisogna usare un sistema a goccia e una pacciamatura adeguata.
    Devo dire però che al rientro ho trovato un giardino sano e florido, tutt’altro che sofferente ed estirpare qualche erbaccia non è stato un grande impegno.

…………………………………………

So di non aver risposto in modo esauriente ai quesiti dell’incipit… ma la risposta più onesta e seria che ho ricevuto dagli amici esperti che ho consultato è stata l’odiosissimo “DIPENDE“.
I risultati che ho ottenuto finora sono incoraggianti e mi spronano a insistere, studiare e sperimentare.
Quel che ho capito è che progettare e realizzare un impianto di irrigazione non è facilissimo. Farsi aiutare da un professionista può essere una buona idea. Si… ma da chi?
Fra i “professionisti” si può trovare di tutto: muratori, idraulici, giardinieri, vivaisti, paesaggisti, architetti, agronomi… i titoli accademici servono ma non sempre sono sufficienti. Conta l’esperienza, l’empatia con il mondo vegetale, la capacità di calarsi nel nostro giardino e di comprenderlo.

Nessuno meglio di noi lo conosce a fondo, perciò sono convinta che la progettazione dell’impianto non possa essere totalmente subappaltata. Anche se siamo “pigri” ci conviene fare un piccolo sforzo per documentarci, studiare, metabolizzare alcuni concetti, capire il nostro giardino e scegliere con cura le piante più adatte. Poi – perché no – farci aiutare, perché possono servire scavi per interrare i tubi, calcoli, qualche piccola competenza idraulica/elettrica, il tempo e la pazienza di effettuare i collaudi.
Ma se il giardinaggio e le piante ci appassionano vale la pena di provarci, perché una volta risolto il problema dell’acqua il resto è piacere…
(Laura Caratti)

 

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Come si realizza la banda di umido senza sprecare acqua. Immagine tratta da “IL GIARDINO PIGRO” Blu Edizioni 2019 – Contributo di Alessandro Benvenuti.

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Come cambia il modo di irrigare a seconda del terreno. Immagine tratta da “IL GIARDINO PIGRO” Blu Edizioni 2019 – Contributo di Alessandro Benvenuti.

Un pensiero su “Irrigazione automatica vacanziera

  1. Pingback: Irrigazione automatica, in pratica | IL GIARDINO SVELATO

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