Del buono non si butta via nulla

Capita spesso, o per lo meno così succede a me, di avere rametti di ortensia spezzati o recisi per errore. Mi accade soprattutto con la pulizia di inizio primavera, quando le gemme sono un poco aperte e io, presa dall’entusiasmo, mi dico taglia pure, è un ramo secco. Invece, non avendo seguito bene il ramo, capita di ritrovarmi tra le mani delle punte con la gemma verde, che magari avrebbero anche fiorito (che rabbia). Che cosa ne faccio?

Vi dico subito che questa è una pratica poco pigra, ma alla fine permette di risparmiare tempo e denaro: tempo perché non dovete andare al vivaio per prendere una nuova ortensia uguale a quella che tanto vi piace e che avreste volentieri collocato accanto alla prima, secondo perché vi fa risparmiare un po’ di soldini che, magari, potranno essere impiegati per acquistare altro.
Di cosa scrivo, quindi? Di fare talee di ortensie.

Seguo questo metodo sia in primavera sia in autunno, anzi, a dire il vero ogni qualvolta ho materiale vegetale, e la percentuale di successo è molto alta. E visto che spesso amiche e conoscenti mi chiedono come faccio a moltiplicarle, condivido con voi il mio, semplice e veloce.
Cosa occorre? Un rametto di ortensia che sia dotato di una porzione legnosa, un paio di cesoie, un vasetto non molto grande con terriccio (lo uso universale, attecchiscono bene) e una bottiglia di plastica con tappo a cui ho staccato il fondo, come da foto sottostante.

Prendete il ramo di ortensia e, se troppo lungo come quello in foto, eliminate gli eventuali rametti laterali ed una parte di quello principale se, come nel mio caso, risulta essere troppo lungo.

Di solito lascio 4-5 cm di parte legnosa.

 

Procedo quindi con un’operazione che si è sempre rivelata vincente, quantomeno a me ha permesso di avere tutte le talee radicate, che è quella del taglio delle foglie. Se osservate la foto sottostante, noterete che ho tagliato le foglie a metà. Questo per impedire l’eccessiva traspirazione, e quindi, la disidratazione, delle stesse e il deperimento della talea.

 

Forse si potrà obiettare che coprendo la talea con la bottiglia, che è l’ultima fase, questa è un’operazione superflua, ma in verità ho avuto perdite non facendolo. Quindi, perchè rischiare?

Eliminato quindi il legno in eccesso e accorciate le foglie si mette il rametto in terra e, dopo aver annaffiato, si copre la talea con la bottiglia. Come vedete la bottiglia non copre completamente la superficie del vaso. Nella mia esperienza, seppur minima, questo dettaglio si è rivelato indispensabile, in quanto permette di mantenere il giusto grado di umidità nella talea lasciando comunque traspirare il terriccio, evitando in questo modo marciumi.

 

Il risultato? Dopo circa un anno, avrete una bella talea radicata, come quella in foto. Anzi, forse un po’ più grandicella, visto che quella ritratta nella foto sottostante era una porzione di rametto ben più piccola, che potrete rinvasare e mettere in terra nel prossimo autunno o la primavera successiva.

 

Se vi trovate in mano il rametto spezzato ma siete improvvisamente colti da pigrizia potete anche non procedere immediatamente alla messa in vaso, ma collocarlo in un vasetto riempito d’acqua per un paio di giorni.

Nota di colore: lo stesso metodo funziona anche con le rose, basta avere l’accortezza di interrare almeno due nodi e lasciarne fuori uno, al massimo due. Ma non raccontatelo in giro

 


MARA FERRARI
Messa la toga in naftalina dopo dieci anni di attività forense, curo con passione e soddisfazione il mio giardino di circa un ettaro situato sulle colline della provincia di Reggio Emilia. Di recente ho creato il blog «Giardinicoli» su cui scrivo con alcuni amici
Mara ha collaborato come autrice al libro “IL GIARDINO PIGRO”.

 

 

 

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7 pensieri su “Del buono non si butta via nulla

  1. Bonjour Mara .Bravo pour votre article pour avoir des hortensias à petit prix .C’est la méthode que je fais mais le petit plus c’est votre bouteille avec l’espace pour laisser respirer la bouture et éviter le pourissement Merci à vous et l’essai avec les roses je vais tester .
    Je vous souhaite un beau weekend .
    Emmanuelle

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    • Buongiorno Emmanuelle. Grazie per i complimenti. Sono contenta che le sia piaciuto l’articolo e l’idea della bottiglia. Mi faccia sapere come andranno le prossime talee, anche di rose. Con me questo metodo funziona sempre. Buona giornata

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    • Prego, Nadia, sono contenta le sia piaciuto. Mi faccia sapere come andranno le prossime talee, ma non rubate, prese in prestito.

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    • Si, io lascio il tappo. Al limite se vedo che l’umidità è eccessiva scopro la talea per un po’, ed elimino l’acqua in eccesso dalla bottiglia. Lo faccio per evitare marciumi, ma nella mia esperienza il problema si pone soprattutto nelle mezze stagioni. Lo spazio libero di terriccio, non coperto dalla bottiglia, permette una giusta traspirazione. Quando tolgo la bottiglia… molto dipende dall’andamento stagionale. Ad esempio, per le talee autunnali, soprattutto di rose, ho lasciato la bottiglia fin verso marzo, e poi ho controllato quotidianamente le talee, pronta a ricoprirle qualora fossero presenti segni di sofferenza o di eccessiva disidratazione delle talee.

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      • Grazie. Proverò sicuramente, non sono molto fortunata con le talee ma anche io non riesco mai a buttare i rametti che si spezzano

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