Il museo Lavazza e la sua piazza verde

E’ aperto al pubblico da giugno 2018, un museo che offre un percorso ricco di stimoli con postazioni interattive in grado di intrattenere piacevolmente qualsiasi visitatore. Si ha modo di conoscere la pianta del caffè e le lavorazioni che subiscono le sue bacche prima di arrivare nella nostra tazzina, la storia dell’azienda, rivedere i vecchi caroselli con Carmencita e Paulista, le pubblicità dello studio Testa, le vecchie macchine espresso, i set cinematografici in cui sono state girate le pubblicità… insomma un museo di nuova concezione realizzato con estrema cura e godibile sotto tutti gli aspetti.
Anche il caffè che viene offerto al termine della visita è un’esperienza che si ricorda volentieri, vengono proposte alcune miscele particolarmente adatte per la preparazione del caffè espresso ma  ho scoperto che anche il caffè all’americana può riservare piacevoli sorprese.

Recandomi in Via Bologna  ho avuto la possibilità di vedere la famosa “nuvola Lavazza“, un grande complesso architettonico realizzato con tecnologie d’avanguardia secondo moderni canoni all’insegna del risparmio energetico.
Questa foto pubblicata in rete permette di capire l’estensione del complesso che ha ridisegnato un’intero isolato del quartiere Aurora recuperando alcune strutture di un vecchio impianto Enel. 

La piazza verde, punteggiata di alberi, arbusti e panche in granito bianco ripropone gli ampi spazi e le linee curve degli edifici e può essere visitata liberamente senza accedere al museo. Ha un approccio moderno all’insegna della sostenibilità e della bassa manutenzione.
Ovviamente visitandola a gennaio la piazza non è tanto verde… ma i progettisti hanno utilizzato piante in grado di mantenere un valore decorativo anche nei mesi invernali e gli accostamenti cromatici ottenuti non fanno rimpiangere la bella stagione.

 

 

aceri e cornus con cortecce colorate

un tappeto di geranium macrorrhizum

qualche sempreverde

il rosso dei cornus

il giallo dei bambù

l’impianto di irrigazione a goccia

hydrangea quercifolia sfoggia i suoi colori autunnali

le linee curve sono proposte anche in verticale

una delle panche in granito


la scultura di Daniel Ost, flower designer di fama internazionale

 

…..

AGGIORNAMENTO:
Quando ho scritto questo breve post non sapevo che la progettista verde fosse Camilla Zannarotti, l’ho scoperto solo oggi leggendo il suo articolo apparso sull’ultimo numero di Gardenia (marzo 2019). Grazie alle  fotografie realizzate da Dario Fusaro si può capire come il giardino si trasformerà in estate. L’articolo è utile anche perché riporta i nomi delle specie e delle varietà impiegate, sono piante sicuramente interessanti per chi punti sulla bassa manutenzione, eccone alcune:
Catalpa bignognioides ‘Aurea’, 
Cornus housa ‘Satomi’, 
Hydrangea paniculata ‘Vanilla Fraise’, 
Hydrangea quercifolia ‘Snow Flake‘, 
Fra i sempreverdi un tappeto di piccole Sarcococche.
Come tappezzanti, oltre al Geranium macrorrhizum che avevo notato nella sua veste invernale, è stato impiegato anche il Trachelospermum asiaticum ‘Mandaianum’.
La piazza si trova sopra un parcheggio interrato e le grandi fioriere hanno uno spessore che varia da 40 a circa 100 centimetri per poter ospitare anche l’apparato radicale degli alberi: ci sono parecchi aceri, qualche salice piangente e arbusti profumati.

 

 

Per informazioni sul museo 

https://piemonte.abbonamentomusei.it/Musei/MUSEO-LAVAZZA

https://museo.lavazza.com/it.html

 

 

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