Le Phacelie e il piacere di seminare le borraginaceae

Laura Caratti – Tutti gli anni mi dico che stavolta non seminerò, ormai il giardino è troppo affollato e poi chissà se in primavera avrò il tempo di seguire le giovani plantule.
Poi però ci ricasco sempre… è troppo bello far nascere le piante dai semi. Come si fa a resistere alla tentazione di acquistare queste bustine cariche di promesse che già da sole servono a rallegrare i gelidi “giorni della merla”.
Le piante di cui vi parlo sono davvero facili, vale la pena di provarci.

La phacelia campanularia è una mia vecchia conoscenza, alcuni anni fa l’avevo seminata e mi aveva conquistata per il suo blu, è proprio un bel blu elettrico difficile da trovare in natura. L’esperienza mi ha insegnato che è preferibile seminarla a dimora perché non gradisce i trapianti: terreno molto drenato perché non le piacciono neppure i ristagni, ma si sviluppa bene in terreni secchi e soleggiati  (è nativa nei deserti della California). Una delle piante più amate da Vita Sackville-West. Raggiunge un’altezza di circa 25 cm, io la abbinerò a SantolinaFestuca glauca perché hanno esigenze simili e perché mi piace l’accostamento grigio/blu.
La coltiverò anche in vaso, magari abbinandola alla “Dicondra argentea Silver falls”.
La phacelia campanularia è annuale, ma in condizioni adatte credo che si dissemini con facilità. Si semina in aprile-maggio e fiorisce dalla tarda primavera all’estate

La seconda facelia di cui ho acquistato semi è la  phacelia tanacetifolia anche questa originaria della California e del Messico. Forse un po’ meno attraente rispetto alla sua cugina, ma potrebbe aiutarmi a rivitalizzare la zona orto che ha un terreno molto sfruttato. Avevo già letto delle sue virtù terapeutiche, ma quando anche la mia amica Mimma me l’ha consigliata ho pensato che fosse venuto il momento di provarla.
E’ una delle migliori piante mellifere in natura: grazie ad un’abbondante e prolungata fioritura attrae api, bombi ed altri insetti utili come i sirfidi.  Serve anche come coltura da sovescio per concimare il terreno in modo naturale poiché cede al terreno grandi quantità di azoto. Riesce anche ad impedire la crescita di malerbe rilasciando particolari sostanze chimiche che inibiscono la crescita di specie concorrenti… che cosa potrei volere di più? E’ anche carina, ha un aspetto affascinante che si nota soprattutto nelle foto ravvicinate.

Tutte appartengono alla famiglia delle borraginaceae che è molto ampia e raccoglie molte erbacee ornamentali che sfoggiano dei bellissimi blu. Non si può dimenticare la Borago officinalis probabilmente la più conosciuta e diffusa, ma fanno parte della stessa famiglia anche Symphitum, Cynoglossum, Myosotis, Cerinthe, Echium, Pulmonaria, Anchusa… insomma c’è da sbizzarrirsi, soprattutto quando si comincia a indagare fra le varietà.

Phacelia campanularia con la mia amica Marisa (sigh…)

Phacelia campanularia : https://www.flickr.com/photos/faroutflora/5820893319/

 

 

 

 

 

Pulmonaria

Myosotis

Borago officinalis

Echium vulgare spontaneo

Echium vulgare spontaneo

Omphalodes verna – foto di Edoardo Santoro tratta dal libro IL GIARDINO SVELATO

 

LAURA CARATTI (Laura Caratti)
Da più di trent’anni il mio mestiere (e la mia passione) è costruire libri, sono una grafica editoriale. L’interesse per la montagna, la natura, il disegno, la fotografia, le piante e i giardini mi ha spinta a cercare collaborazioni con editori interessati a questi argomenti ed è stato così che ho incontrato Blu Edizioni di Torino.
Nel 2016 ho ideato e scritto con i miei amici il libro di giardinaggio che avrei sempre voluto trovare in libreria: “IL GIARDINO SVELATO – Giardinieri esperti e appassionati raccontano come inventare il proprio giardino”
Anche il nuovo libro nasce da un desiderio e da una curiosità personale: è possibile faticare meno in giardino?
Per costruire “IL GIARDINO PIGRO – Esperienze, idee e suggerimenti per faticare meno e godersi di più il giardino” ho interpellato una quindicina di autori, sono appassionati di lunga data che hanno accettato con entusiasmo di condividere le loro preziose esperienze e mi hanno insegnato molto.
La mia passione per le piante è iniziata con i bonsai e con qualche erbacea perenne che inserivo e curavo nel giardino di mia madre. Da circa 15 anni ho un piccolo giardino in pianura, nella provincia di Torino.

 

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