Presentazione di Pier Luigi Priola per il libro IL GIARDINO PIGRO

Che cosa può rendere più felice un giardiniere appassionato se non ottenere risultati eccellenti grazie a scelte accurate fatte fin dall’inizio?

A parer mio, per progettare e costruire un bel giardino, non è necessario fare delle forzature pur di inseguire il desiderio di avere piante rare o insolite, che magari hanno provenienze o habitat difficili; non è mai il caso di complicarsi la vita con sforzi fisici ed economici.

Se osserviamo bene la natura, ne trarremo insegnamenti su che cosa è più adatto in un certo ambiente, quali sono gli spazi pieni e quali quelli vuoti, quali piante amano la solitudine e quali invece, per vivere felicemente e per poter dare dimostrazione di tutte le loro doti e dei loro valori estetici, gradiscono la compagnia di altre essenze.

Le piante sono esseri viventi e nel giardino pigro spesso sanno come arrangiarsi, adattandosi all’ambiente e modificando l’apparato radicale e la struttura esterna. Per renderle felici e semplificarne la cura, aiutiamole a soddisfare i loro fabbisogni primari: sono sufficienti poche attenzioni, in quanto si fabbricano da sole il cibo e ne forniscono una quantità incredibile all’uomo, agli animali e agli insetti, sanno dosarsi l’acqua e ci fanno capire quando scarseggia oppure ce n’è troppa.

Le piante si accorgono di tutto quello che succede intorno a loro: quando manca un appoggio sfruttano i rami delle vicine, se serve concime lo rubano alle più deboli, altrimenti danno dimostrazione delle loro necessità.

Valutiamo con attenzione i volumi e lasciamo loro i giusti spazi, garantiamo le esposizioni di luce, ombra o mezz’ombra, manteniamo i terreni ben drenati, riduciamo l’utilizzo dei concimi, specialmente quelli chimici, ma sfruttiamo tutto quello che un giardino produce, un’incredibile ricchezza di humus. Non sarebbe bello poter dire: «Qui dentro non entra nulla e da qui dentro non esce nulla»?

Questo libro raccoglie una bella collezione di esperienze di giardinieri che sanno sudare quando necessario, ma soprattutto sanno ricorrere a nuove soluzioni. Il mio elogio va a tutti loro per il risultato armonico e naturale che hanno ottenuto tanto fra le piante quanto fra le pagine di questo volume.

Pier Luigi Priola

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