Iniziare bene la giornata, in inverno!

Durante la stagione invernale, specialmente nel Nord Italia, i giardini possono apparire completamente spogli e privi di attrattive. È ancora più vero quando le temperature non sono particolarmente rigide. Il freddo intenso e la brina sono capaci di creare stupende tessiture se abbiamo l’accortezza di inserire elementi vegetali, come le graminacee ornamentali, che mantengano la parte aerea e le infiorescenze fino a febbraio. La coltre di neve è ancor più decorativa perché esalta i contrasti di colore e la struttura essenziale dei rami e dei tronchi.

Negli ultimi anni non si può dire però che gli inverni siano stati così rigidi da creare  atmosfere eteree, quasi astratte…anzi. Il più delle volte la magia dura al massimo fino alle 9 del mattino per lasciare spazio ad una diffusa e grigia umidità, quasi del tutto priva di fascino.

La mia passione per gli abitanti del giardino mi è stata di aiuto ancora una volta, dandomi degli spunti per creare attrattive.

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In particolare mi sono impegnata nel costruire qualche mangiatoia da porre a pochi metri dalla finestra della mia cucina. Gli anni scorsi avevo preso spunto dal web, riciclando cartoni del latte o bottiglie di plastica. L’idea era buona, ma trovavo le strutture poco decorative e ancor meno durevoli. Infatti l’interno si sporcava velocemente e, essendo difficile da pulire a fondo, non mi dava garanzie per la salvaguardia della salute dei miei amici volatili.

A metà novembre ho quindi deciso di voltar pagina e optare per soluzioni pur sempre economiche, ma esteticamente più apprezzabili e soprattutto durature. La prima mangiatoia è stata realizzata utilizzando pochissimi elementi, facilmente reperibili da chiunque.

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  • una rete metallica (ma va bene anche in plastica rigida) a maglie di circa mezzo centimetro.
  • delle fascette da elettricista
  • due sottovasi di terracotta da circa 16 cm di diametro
  • del filo di ferro abbastanza spesso

 

L’assemblaggio è molto semplice. Dopo aver tagliato la rete a misura, l’ho piegata e chiusa con le fascette, creando un cilindro. Per puri fini estetici l’ho colorata di verde con un doppio strato di vernice spray.

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Ho poi forato nel centro i due sottovasi: questo è forse il passaggio più delicato perché con normali punte da trapano si rischia di crepare la terracotta. Ho optato per delle piccole frese che hanno fatto il loro lavoro velocemente e senza intoppi.

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Infine ho inserito il filo di ferro nel sottovaso, creando sul fondo una virgola,

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riempito con il mangime e chiuso con l’altro sottovaso. La mangiatoia era pronta da appendere!

Io inserisco un gran numero di elementi diversi: sono tutti molto graditi, ma noto che ogni specie ha le proprie preferenze specifiche e cerco quindi di mantenere il più possibile la varietà.

Il menù tipico si compone di semi, arachidi (intere o sgusciate, se inserite nella mangiatoia a rete), fiocchi di cereali, muesli non zuccherato, pezzi di gallette di mais, uvetta, biscotti a piccoli pezzi e briciole di plumcake o (meglio) pandoro e panettone (l’impasto contiene molto burro).

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Gli elementi più amati  sono senz’altro i semi: graditissimi sono quelli di girasole, ma, per attirare uccellini più piccoli (scricciolo, regolo, codirosso spazzacamino) inserisco (e spargo a terra) anche un miscuglio molto vario per canarini. In commercio (nei negozi per animali) non è comunque difficile trovare prodotti appositi per uccelli selvatici (e a breve ne sperimenterò senz’altro). Se vogliamo andare ulteriormente incontro ai piccoli insettivori (che solo in casi estremi si adattano ai prodotti indicati sopra) possiamo acquistare dei “pastoni” appositi, da somministrare puri o facendo delle palline con del grasso (strutto o margarina).

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Alcuni visitatori (cinciarelle, pettirosso, cincia mora) hanno però una spiccata predilezione per le “briciole dolci” (biscotti, tortine, panettone). Per loro ho deciso di fabbricare una “mangiatoia aperta” dove si possa inserire del mangime più volte al giorno garantendo anche un buon riparo dalle intemperie.

Ho realizzato una tipica casetta utilizzando del legno (avanzato da altri lavori), tagliandolo a misura con un seghetto alternativo. Per avere una buona funzionalità è importante che la superficie interna abbia il bordo rialzato: eviteremo così che il mangime cada troppo facilmente. Le dimensioni sono anche fondamentali: l’altezza non deve essere eccessiva, permettendo l’ingresso solo ai piccoli volatili e ostacolando le presenze poco desiderate (ad esempio i colombi).

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Va dato almeno un doppio strato di impregnante, orientandosi su un prodotto il più possibile atossico. Il tetto ( obliquo) è la parte che tende per prima a degradarsi: una eventuale soluzione consiste coprirlo con una lamina metallica o uno strato di catramina liquida.

Funzionano egregiamente appese ai rami degli alberi, ma anche poste su di un supporto infisso nel terreno (io ho usato il manico di una vecchia vanga). Scegliamo  un bastone lungo da un metro e mezzo a due se il nostro giardino è visitato da gatti o abbiamo cani molto vivaci o di grossa taglia: è importante non rendere la mangiatoia una trappola mortale per i nostri amici pennuti.

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Queste  nuove mangiatorie mi stanno dando grandi soddisfazioni: l’andirivieni è continuo. I piccoli affamati rendono gradevole ogni momento della giornata, ma sono diventati un elemento indispensabile per rendere allegre le mattinate, in apparenza umide e nebbiose. Ci si alza più volentieri con la prospettiva di spiare le loro baruffe mentre facciamo colazione!

 

 

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