La nuova era della batteria

(by Daniela della Torre)

Sono una grandissima estimatrice del lavoro manuale, se l’evoluzione fosse dipesa da me, probabilmente avremmo ben poca tecnologia a questo mondo, ma ahimè è andata così…
Però resto sempre affascinata da ciò che l’uomo, faticosamente e con le proprie mani, ha saputo fare dalla sua comparsa su questo pianeta; mi stupisce pensare a tutto ciò che ha inventato per rendere più agevole e più redditizio il lavoro, proprio perché la fatica aguzza l’ingegno.
L’uomo è sempre stato il protagonista e l’utensile una comparsa, preziosa, ma non indispensabile.

Lavorare in giardino è una palestra nella quale i 752 muscoli del nostro corpo vengono tutti utilizzati, anche quelli mimici del volto, quando ammiriamo con soddisfazione il risultato ottenuto e ci sciogliamo in un sorriso estatico pur essendo madidi di sudore e pesti di ossa.
Per trent’anni questa è stata la mia filosofia nel giardinare, anche se mi sono sempre ingegnata a cercare ogni tipo di espediente per riuscire a compiere operazioni che, solo con le mie forze, sarebbe arduo compiere.

Un autunno di pochi anni fa mi ero messa in mente di ringiovanire alcuni grandi arbusti che erano vecchiotti, i tronchi secchi o poco produttivi soffocavano i nuovi germogli, per questo motivo andavano eliminati.
Il legno, quando invecchia, diventa molto duro e con il segaccio facevo molta fatica, dovevo farlo scorrere parecchie volte sul ramo per ottenere il taglio definitivo e le braccia mi dolevano tantissimo. Così provai con un potarami di buona qualità, lo usavo infilando uno dei suoi manici in mezzo alle fronde e con entrambe le mani facevo forza sull’unico manico che dovevo manovrare: funzionava e ne andavo fiera finché, all’ennesimo ramo, l’attrezzo ha rimbalzato come una fionda e mi sono fratturata due costole.

E’ stato a quel punto che ho cominciato a pensare che l’anagrafe e la conseguente diminuzione di forza esigevano un aiuto efficace.
Gli attrezzi a motore mi facevano un po’ paura, inoltre sono pesanti da gestire, ci voleva qualcosa di leggero e meno pericoloso.
Il colpo di grazia me l’ha dato l’orgoglio ferito…

Mesi fa ero nel giardino di mia figlia che negli ultimi anni era stato un po’ abbandonato. Per aiutarla abbiamo riunito la famiglia: chi si occupava di tagliare rovi, chi di strappare una vecchia siepe di bosso decimata dalla piralide, chi di fare a pezzi i rami di una siepona di lauroceraso.
Con la mia consuocera ero addetta all’ultimo lavoro citato, ma mentre io con il mio robusto/famigerato potarami procedevo lenta e con fatica, lei con un seghetto a batteria: bzzzz, bzzzz… con due colpi di grilletto in un battibaleno faceva cadere i rami ai suoi piedi.

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Alla fine, con le braccia a pezzi, ho messo in tasca il mio orgoglio ferito, ho dovuto convenire che il seghetto svolgeva egregiamente il suo lavoro e mi sono informata sulla sua provenienza: Lidl!
Grrrr e va bè, passiamo alla tecnologia, il costo è decisamente contenuto perciò ci posso provare… ed è stato così che ho acquistato il mio primo attrezzo a batteria.

Qualche mese dopo ho visto in offerta un piccolo tagliasiepi a batteria. Accipicchia il mio vecchio forbicione da tempo era introvabile, e questo poteva essere un degno sostituto e così nel mio deposito è entrato anche lui.

Questi attrezzi hanno una discreta autonomia e la batteria si ricarica in circa un’ora, permettendo di proseguire lo stesso giorno il lavoro intrapreso. Io li ho comprati in quel supermercato, ma recentemente un mio conoscente mi ha detto di aver acquistato un seghetto a batteria di una marca famosa di utensili, col quale si trova altrettanto bene.
Certamente gli utensili a motore, come la motosega, hanno una potenza superiore, ma, d’altro canto, sono più pericolosi, pesanti e difficili da usare.
Il mio seghetto può tagliare rami fino a 8/10 cm di diametro perciò in giardino trova largo impiego
Il tagliasiepi ha una lama piuttosto corta, rispetto ai tagliasiepi solitamente utilizzati, ma basta fare qualche passata in più, per ottenere lo stesso risultato.

Vi ho raccontato la mia esperienza, qualcuno vuole aggiungere la sua con questi o altri attrezzi a batteria?


NdR. l’immagine di copertina non è ancora stata approvata da Daniela, l’ho pubblicata a sua insaputa e mi sentirò le mie… comunque la ragazza ritratta è Tesla, un’eroina dei fumetti. Di solito porta con sé un mitra… non un seghetto, ma è forte e inarrestabile proprio come la nostra amica 🙂

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2 pensieri su “La nuova era della batteria

  1. buongiorno,
    io ho comprato un decespugliatore a batteria, ha un costo abbastanza elevato ma devo lavorare da sola in
    giardino.Ho notato che fa bene il suo lavoro, che è leggero, non fa rumore e la batteria smette di lavorare quando io comincio a provare un po’ di mal di schiena: perfetti insieme! Sto pensando di procurarmi un disco intercambiabile che ha alle sue estremità delle lame retrattili che mi aiuteranno con le piante più robuste che mi toccherà eliminare, per cui dico evviva agli strumenti a batteria! Completerò presto il mio corredino per la cura del giardino. Cari saluti, Lucia Scalia

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    • Ciao Lucia , sono molto contenta di sentirti !
      Molto interessante il decespugliatore a batteria , sarebbe bello vederlo in foto , ma non so se qui si possono pubblicare .
      Potresti dire se ha una cinghia da mettere a tracolla , se è maneggevole ?
      E’ il primo decespugliatore che possiedi o magari in passato ne hai avuto uno a motore ?
      se sì ci descriveresti le differenze ?
      A parte la durata della batteria , lo trovi potente al punto giusto , in modo da compiere tutti i lavori che ti aspetti da lui ?
      Ci spiegheresti meglio che utilizzo ha il disco dalle lame retrattili che hai in mente di comprare ?
      Grazie Lucia , spero di sentirti presto , ciao !
      Daniela

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