Palette, cesoie & company

 

Sembra un argomento così scontato, parlare di attrezzi ad un giardiniere, ma speriamo innanzitutto che queste pagine siano lette da neofiti, ancora digiuni di tutto ciò che ci può servire in giardino e magari da veterani che da decenni utilizzano i medesimi utensili, senza aver mai messo in discussione che possano esistere strumenti più utili e più pratici da usare.


DANIELA: Decisamente i piccoli attrezzi maggiormente utilizzati sono paletta e cesoie, si può dire che non ci sia intervento in giardino che non ne preveda l’uso, per questo motivo ritengo sia meglio acquistarne di buona qualità. Ricordo che inizialmente avevo comperato dei set composti da rastrellino, sarchiatore e paletta solitamente offerti in colori molto accattivanti, ma costruiti con materiali deboli.  Di quel periodo mi è rimasto il rastrellino, anche perché lo usavo poco, mentre il sarchiello si era tutto stortato e la paletta si piegava nel punto sotto l’impugnatura, quando si faceva forza e in quel punto si esercitava una sorta di leva.
Gli acquisti successivi sono stati più oculati e le palette che ho ora, mi accompagnano da anni. Il mio terreno è sciolto, ma parecchio sassoso e lo sforzo compiuto dalla paletta non è tanto nel dover fendere la terra, ma nel dover scavare per estrarre qualche grande sasso.
A questo proposito penso che la scelta della paletta si debba effettuare considerando la tipologia di terreno che si coltiva: nei terreni morbidi, come il mio, vanno bene anche quelle larghe, mentre, più si va nel terreno calcareo, più la paletta deve essere stretta, per facilitare l’introduzione nella terra dura.
Ricordo di aver visto un’amica utilizzare una paletta larga un dito e lunga una trentina di centimetri, per poter forare uno strato di calcare durissimo che ricopriva il suo giardino!

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Da sinistra a destra: un piantabulbi circolare inadatto per terreni duri e sassosi, una paletta appuntita molto robusta e le forbici da frutteto a doppio taglio.


LAURA: Perfettamente d’accordo con te, infatti io che devo lavorare un terreno piuttosto duro mi oriento su palette con una base stretta. Spesso uso addirittura una sgorbia da falegname con una punta larga circa 2 cm che mi serve soprattutto per intervenire in modo chirurgico ma profondo quando elimino le erbacce. Il mio giardino è fitto e le “distanze di sicurezza” non sono mai rispettate, un’altro motivo che mi porta a preferire attrezzi appuntiti.
In merito alla robustezza delle palette, ho notato varie volte che segue di pari passo lo spessore e il peso dell’attrezzo. Le palette leggere e sottili sono le prime che ci abbandoneranno ed è perfettamente inutile acquistarle, a meno che non si coltivi esclusivamente in vaso usando terricci soffici.
A proposito, c’è un altro attrezzo che uso frequentemente sia per le coltivazioni in vaso sia in giardino: un sarchiello con le punte diritte, è quella specie di forchettone a quattro denti fiorato che si vede nella foto in basso, comodo per rompere la crosta in superficie creando dei piccoli canali in cui introdurre il concime senza danneggiare le radici.
Invece non uso quasi mai quel grande piantabulbi circolare visibile nella foto in alto, non è molto pratico e su terreni argillosi o sassosi è inadeguato.

Parlando invece di forbici, cesoie e arnesi da taglio… ne segnalo tre che per me sono importanti:
– una cesoia a manici lunghi, per poter intervenire all’interno dei cespugli di rosa senza dovermi avvicinare troppo alle spine;
– le forbici da frutteto Due Buoi a doppio taglio che si vedono nella foto in alto (con i manici blu), mi piacciono perché sono indistruttibili, facili da affilare e permettono di tagliare rami con un diametro considerevole senza ricorrere al segaccio;
– un paio di forbici da bonsai, progettate per ridurre la massa di radici durante i rinvasi, sono versatili e comode anche per eseguire altri lavori. Robuste, facili da affilare (e anche molto belle) da circa 30 anni accompagnano la mia passione per il giardinaggio.

Qualcuno degli attrezzi utili: piantabulbi conico, piccole cesoie per rose, forbici da bonsai, palette e legacci di vario tipo.


DANIELA: il mio terreno è morbido, perciò probabilmente potrei utilizzare qualsiasi tipo di piantabulbi  ma solitamente uso bulbi di piccolo calibro che si prestano ad essere piantati con un punteruolo conico, se questo non è sufficiente uso paletta e vanga (come nel caso dei lilium ad esempio).
Altro attrezzo fondamentale è la cesoia, da sempre io uso una FelcoMio figlio, perito agrario, mi ha regalato la prima e mi ha sempre detto che è una linea versatile di forbici, in quanto esistono svariati modelli per soddisfare diverse esigenze.
Hanno un’impugnatura ergonomica, che non affatica i tendini del braccio e della mano, anche nei momenti, come la primavera, in cui si pota quotidianamente ed anche a lungo, si affilano facilmente e sono in commercio anche le lame di ricambio, nel caso in cui una lama sia irrimediabilmente rovinata.
Consiglio di oliare periodicamente il punto in cui le lame si incrociano e la molla, in modo che la lama si chiuda velocemente sul ramo, facendo un taglio netto e non slabbrandolo.
Laura ha fotografato un gran numero di attrezzi, devo dire che, se anche ne possiedo anch’io, non ne faccio grande utilizzo, sono forse un pò abitudinaria, quando mi trovo bene a compiere un lavoro, proseguo in quel modo, senza sentire la necessità di sperimentare altro.

Prima di modernizzarmi grazie all’acquisto di un seghetto elettrico (di questo vi parlerò in seguito) usavo spesso il segaccio per eliminare rami di medio calibro di arbusti e piccoli alberi. Ora invece lo adopero in maniera non proprio ortodossa… ne ho uno vecchio, a lama fissa che uso sovente per dividere le ceppaie delle erbacee perenni.
Quando estraggo dalla terra la ceppaia, prima studio quali sono le porzioni che ne posso ricavare senza fare danni, poi posiziono il segaccio in corrispondenza delle parti da dividere e delicatamente faccio scorrere la lama, finché tutte le radici sono state tra loro separate. Lo trovo molto più utile dei coltelli, in quanto il segaccio ha una lama più lunga, che mi permette di lavorare tenendo sempre l’impugnatura fuori dalle radici, mentre con la lama corta di un coltello, inevitabilmente la mano si spingerebbe all’interno rischiando di spezzarne molte di più.


Direi che l’ultimo piccolo attrezzo per cui mi sentirei di dover spendere qualche parola è la scopetta metallica a ventaglio, è un utensile molto utile per avere un giardino ordinato. Avendo il manico corto, lo si può usare per lavorare tra gli arbusti e le erbacee, senza che un manico lungo vada ad infilarsi in ogni chioma.
Ricordo di averla usata tantissimo, anche perché, agli albori del mio giardinare, mi piaceva immensamente vedere la terra nuda e pulita in primavera, quando ha quel colore scuro dato dalle frequenti piogge e notare ogni giorno la comparsa di una bulbosa o di un germoglio; con il passare delle primavere, e ne sono trascorse tante, ho dovuto accantonare questo romanticismo.
Non rastrello più, anzi, mi sono auto convinta che lo strato di foglie e “secco” che lascio sul terreno, sia utile come riparo invernale e che poi, decomponendosi, tutto ritorni alla natura come vantaggio. Ora devo attendere che i germogli buchino lo strato di foglie, prima di fare capolino. Va bene ugualmente… ci vuole solo qualche giorno in più per goderne lo spettacolo, ma la fatica è dimezzata e la scopetta è andata quasi in pensione!

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In questa foto altri piccoli attrezzi che possono essere utili: scopetta metallica, segacci, spatole, vecchi coltelli e colini per setacciare i semi.

 

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2 pensieri su “Palette, cesoie & company

  1. Grazie per l’idea della paletta sottile! Io ne ho una da decenni, piuttosto larga, e la uso pochissimo.
    A parte le cesoie, l’attrezzo che uso di più nel mio terreno, durissimo e pieno di sassi, è il piccone: ho poca forza, e il suo peso è la mia forza. Inoltre con la punta buco e interro i bulbi. Con un gioco di punta e di taglio sposto sassi anche molto grossi. Ho imparato a “prenderli” nella direzione giusta e non faccio nessuno fatica.
    Invece non conosco le forbici a due tagli: in cosa differiscono dalle cesoie?

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    • grazie a te Isabel per averci riportato le tue esperienze. Nel prossimo articolo parleremo di grandi attrezzi a manico lungo, inserirò anche le tue osservazioni sul piccone. A proposito, se hai altre dritte scrivici, un invito che rivolgo anche a tutti coloro che ci stanno leggendo.
      In merito ai forbicioni Due Buoi… sono un classico per i frutticoltori che devono effettuare tagli su rami che arrivano fino a 2-2,5 cm di diametro. Il doppio taglio è dato dalla presenza di due lame piatte che unendosi garantiscono un taglio netto su entrambi i lati del ramo senza schiacciarlo o slabbrarlo. Nelle normali cesoie solitamente c’è una sola lama che lavora, l’altra punta serve da appoggio. Non so se sono riuscita a spiegarmi… comunque Due Buoi è un’ottima marca (italiana) e non sono l’unica ad apprezzarla, qui trovate alcune recensioni
      https://www.amazon.it/dp/B00AX8DV28/ref=asc_df_B00AX8DV2846944603/?tag=googshopit-21&creative=23390&creativeASIN=B00AX8DV28&linkCode=df0&hvdev=c&hvnetw=g&hvqmt=

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