Lavori “straordinari” in autunno

… per preparare uno straordinario 2018.
Daniela prosegue il discorso iniziato nell’articolo precedente e continua a spronarci raccontandoci come affronta il lavori di questo periodo.
Ha un grande giardino e lo cura da sola nei ritagli di tempo perciò ha imparato a ottimizzare tempi e metodi. La sua esperienza è particolarmente interessante e il suo entusiasmo è contagioso, buona lettura


L’autunno è un’altra stagione speciale in giardino, ma quale non lo è?

Purtroppo anche questo periodo dell’anno ha perso la sua connotazione classica. Fino a pochi anni fa le piante viravano lentamente le tinte, regalando settimane di colorazioni stupende; ora si passa dall’estate ad un rapido calo di temperature, così che le foglie cambiano colore, ma lo spettacolo dura pochi giorni perché le foglie cadono troppo velocemente.
Bisogna goderne, senza sprecare alcun momento, ma il giardiniere non si può permettere solo di ammirare, deve già darsi da fare per preparare la stagione di fioriture dell’anno seguente.

In autunno il giardino è a piena maturità: alberi e arbusti hanno vegetato e quella che vediamo è la dimensione massima raggiunta con la nuova vegetazione dell’anno e anche le erbacee perenni si presentano nel loro massimo sviluppo, con gli scapi fiorali ancora presenti o già seccati.
E’ il momento ideale per osservare il giardino con spirito critico:
– vedo qualche buco da qualche parte che va colmato?
– c’è un’alternanza corretta tra le piante da struttura (alberi ed arbusti) e le piante da abbellimento (erbacee perenni e bulbose o rizomatose)?
– ci sono delle erbacee o graminacee che, raggiungendo il loro massimo sviluppo hanno mascherato ciò che sta loro dietro?
– c’è qualcosa che a livello cromatico stona e va quindi spostato?

Il tempo che si dedica a queste osservazioni, secondo me, non è tempo sprecato e trovo che si colgano più spunti preziosi se l’osservazione non si limita ad un solo rapido giro.
Cerco di osservare in ore diverse della giornata per notare le cose con luce differente e poi, se nella testa si accendono alcune lampadine, preferisco lasciar passare qualche giorno per mettere a fuoco le nuove idee evitando trapianti azzardati e fatiche inutili.

La tecnologia in questi casi aiuta: si possono scattare foto sia delle zone in cui si vuole intervenire sia delle piante che si vorrebbero inserire. Unendo queste immagini si può creare sul pc un’anteprima, in modo da verificare sul monitor i corretti accostamenti e cromatismi.
Io che invece non so fare nulla di tutto ciò… mi servo di un taccuino che tengo sempre in tasca, sul quale appunto ciò che mi viene in mente, quel che vorrei aggiungere o eliminare/ridurre nelle varie zone del giardino.

Ho messo mano alla bordura mediterranea perché aveva un aspetto un po’ caotico, mi sono occupata sopratutto delle erbacee perenni e delle graminacee mantenendo invariata la posizione di arbusti e rose che costituiscono la struttura. E’ una zona molto frequentata dalla mia famiglia e deve dare il massimo nei mesi estivi, per cui ho preferito utilizzare piante che fioriscono nei mesi caldi.

Negli ultimi giorni ho trovato il coraggio di intervenire sulle gaure. Sono erbacee che apprezzo molto perché trovo siano davvero indispensabili per l’estate con il loro portamento a fuoco d’artificio e la loro lunghissima fioritura.
Inizialmente ne avevo di alte a fiore bianco e di compatte a fiore rosa carico. Però ho notato che si disseminano facilmente anche nel prato, e mi sembra che si ibridino con facilità, tant’è che ora ho piante di varie tonalità rosa che sono decisamente alte.

Chissà perché… le piante che mi piacciono spuntano nei posti sbagliati! La gaura nasce sempre sul fronte delle bordure e così in estate, quando raggiunge il massimo della crescita, nasconde ciò che c’è dietro.
Quest’anno ho deciso di spostare e radunare le neonate, effettuando anche una scelta di colori.
La gaura ha una radice fittonante abbastanza importante e ciò mi impensieriva per l’attecchimento. Ho pensato di fare una prova con una pianta che aveva un colore poco interessante: dopo averla estirpata l’ho piantata in un vaso, ho tagliato la vegetazione a una spanna da terra e l’ho mantenuta sempre innaffiata. Dopo pochi giorni ha cominciato a produrre foglie sullo stelo rimasto e ha emesso vegetazione nuova dal basso. Confortata da questo risultato, ho deciso di trapiantare tutte le piantine selezionate direttamente in piena terra. Purtroppo la siccità continua e le pioggerelline autunnali si fanno attendere, perciò continuerò a innaffiare quotidianamente finché non sarò certa del loro attecchimento.

Come anticipato, ho trapiantato le gaure in luoghi più adatti, nella parte posteriore della bordura e ho diviso parecchi vecchi ceppi di hemerocallis, piante molto generose che fioriscono proprio nei mesi caldi, quando le rose si fermano. Ma dopo alcuni anni devono essere ringiovanite eliminando le porzioni centrali ormai esaurite e dividendo quelle perimetrali. In questo modo si possono ottenere un gran quantità di nuove piantine che ci permetteranno di coprire un’area più vasta. Ho eseguito la stessa operazione anche con alcune festuche e geranium molto invecchiati ed entrambi svuotati e rinsecchiti al centro. Ho aggiunto delle piccole stipe – recente dono di un’amica –  e poche altre essenze erbacee recentemente acquistate, cercando di abbinarle cromaticamente alle rose già esistenti. E’ un’aiuola molto esposta al sole è ho sempre desiderato fosse molto colorata. Gli spazi vuoti che si vedono nelle foto, dipendono dal fatto che, per favorire l’attecchimento, le piante sono state private della gran parte del fogliame o drasticamente ridotte in altezza. So già che in primavera tutto risulterà coperto e le piante mi riempiranno di gioia perché sprizzeranno vigore da ogni stelo!

Non dimentichiamoci di controllare spesso il pot ghetto (luogo dove teniamo le scorte delle piante in vaso). A mio avviso tutti dovremmo abituarci a tenerlo, poiché è una miniera di rifornimenti a costo zero.
Spesso dividiamo ceppi, seminiamo, facciamo talee, piantiamo qualcosa che ci viene donato, ma poi ci dimentichiamo e non notiamo che in autunno alcune piante si sono ben rimpolpate e sono pronte per essere piantate.

Io parlo riferendomi a giardini medio grandi, com’è il mio, perché questa è la mia esperienza e so (perché l’ho sperimentato tante volte) che è impossibile riuscire ad avere sotto controllo tutte le zone contemporaneamente. Per chi invece ha giardini piccoli la cosa penso sia fattibile.
Da alcuni anni perciò ho attuato una sorta di rotazione dei lavori: un anno mi occupo di una zona che necessita, l’anno successivo di un’altra zona, oppure un anno mi occupo di alcune potature, gli anni successivi di altre piante.
Trovo positiva questa soluzione perché intervenendo a macchia di leopardo non si rischia di sguarnire di vegetazione di alcune aree che impiegherebbero parecchio tempo per ritornare gradevoli.

Daniela


Nel prossimo post si parlerà di attrezzi… e di tutto ciò che può aiutarci a rendere più facile e veloce il riordino autunnale

 

 

 

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4 pensieri su “Lavori “straordinari” in autunno

  1. Grazie a te Isabel , anche da te ho imparato tante cose !!!
    Sarebbe bello che anche in questo spazio potessimo scambiarci consigli ; ognuno di noi , con l’esperienza , si è fatto un bagaglio di sapere importante e poi quello che funziona da me , col mio clima e il mio terreno , non funziona da altri .
    Mi sembra sempre bello , arricchente e costruttivo aiutarsi vicendevolmente ………….aspetto vostre ………..

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  2. Ciao Daniela, ho letto con piacere i tuoi articoli e sono contenta di sapere che anche tu ti occupi da sola del tuo giardino. Io pian piano sto cercando di crearlo, ho comprato un decespugliatore a batteria leggero per poter andare dappertutto ed un bastone metallico con una specie di elica in fondo che mi aiuta a fare buchi, buchi nei quali metterò le fantastiche rose di Isabel !!! Mi ha regalato rose bellissime già nei vasi e talee preparate da lei in un pomeriggio domenicale sacrificato tutto a me! E’ una donna generosissima e gentile…
    Sono andata a Fiorissima ad Ovada dove ho comprato piantine molto belle ma che non so come si comporteranno da me, spero che nella prossima edizione ( giugno 2018,come passa in fretta il tempo!) anche Isabel riuscirà a venire. Sono contenta di sentire che nel prossimo articolo parlerai degli attrezzi e per me sarà interessantissimo sapere se ci sono degli strumenti per rendermi più facile il lavoro.
    Ciao, grazie mille!

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  3. Scusa Lucia , ma ho letto solo ora il tuo commento ……..sono una pasticciona , se non ci fosse Laura che mi segnala ……….mi scapperebbero tante cose .
    Sono contenta delle novità dal tuo giardino , qualche giorno ci sentiamo , così mi racconterai .
    Scriveremo prossimamente una puntata sugli attrezzi a batteria , sarebbe bello se tu potessi intervenire e spiegare bene i tuoi nuovi acquisti : molto interessante trovare cose valide che ci dimezzino la fatica …….
    Ciao !

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