Epimedium, la magia dei folletti del bosco

Agli epimedium prima o poi ci si arriva… è solo questione di tempo, fa parte dell’iter di ogni appassionato di giardinaggio: all’inizio ci piacciono le stagionali che danno una botta di vita e di allegria al giardino in costruzione, poi restiamo incantati dalle piante che amano il sole e che ci emozionano con strepitose fioriture, ma quando il giardino è maturo si comincia ad apprezzare l’ombra, le foglie, i fiori minuti e soprattutto le piante che non ci abbandonano, che non richiedono troppe cure e che riescono a competere con quelle più prepotenti.

Questo è l’Epimedium ‘Spine Tingler‘, in compagnia di un’heuchera verde acido di cui ho perso il nome.

Ed è proprio all’ombra che si incontrano gli epimedium. Non si può rimanere indifferenti se si osservano le foglie che hanno colori e forme così particolari e spesso si mantengono sulla pianta anche in autunno-inverno colorando le zone ombrose.
Ma saranno soprattutto i folletti a catturaci: i fiori sono aerei e a volte hanno una forma curiosa perché i loro speroni ricordano il cappello di un giullare.

ancora l’Epimedium ‘Spine Tingler‘, in questa foto si notano le foglie giovani rossastre che con il passare del tempo vireranno al verde.

Appartengono alla famiglia delle Berberidaceae e sono piccole perenni rizomatose che non temono il gelo, molto adatte a tappezzare zone in ombra anche completa, raggiungono un’altezza di 20-45 cm a seconda delle varietà.

Epimedium Spine Tingler

Collocati sotto piante o in mezzo ad arbusti manterranno umido il terreno a tutto vantaggio di questi. Le foglie sembrano quasi di carta e sono portate da fustini più sottili delle zampe di un pettirosso.
La loro coltura non esige alcuna attenzione. Una volta impiantati crescono senza dare problemi, allargandosi da se e formando una fitta vegetazione che impedisce la crescita delle erbacce.

tratto dalla Garzantina (Enciclopedia dei fiori e del giardino) di Ippolito Pizzetti.

Epimedium versicolor sulphureum, questa è una pianta giovane, inserita in autunno. Sempreverde, alto circa 30 cm, con fiori giallo pallido e foglie giovani tinte di rosso.

Non tutte le varietà hanno fiori speronati, in parecchi casi i fiori sono meno appariscenti ma l’interesse è dato invece dalle foglie che possono essere persistenti e assumere colorazioni particolari.

Questo epimedium arancio, mi è stato regalato, quasi sicuramente è Orange Kônigin. Fiorisce anche se è completamente in ombra e le sue foglie arrivano a circa 30 cm di altezza. Qui in compagnia di una piccola felce spontanea Asplenium trichomanes.

Primo piano dell’epimedium della foto precedente.

Si tratta di fiori minuscoli… che si devono guardare e fotografare con pazienza, ma sono incantevoli.

Le foglie degli epimedium sono sempre attraenti, qui in compagnia di una Persicaria microcephala ‘Purple Fantasy’.

In questa foto il magnifico epimedium ‘Amber Queen’, sullo sfondo Dicentra Alba

ancora ‘Amber Queen’ prima dell’esplosione… notate la quantità di boccioli.

L’epimedium che già nel secolo scorso compariva nell’Enciclopedia dei fiori e del giardino non è ancora riuscito a diventare una pianta popolare qui da noi. Per acquistarli bisogna rivolgersi a vivaisti di qualità.
Finora ne ho individuati tre nel nord Italia che offrono una discreta scelta: Priola, Un quadrato in giardino e il Vivaio Baradel.

Le foto che ho inserito sono state scattate nel mio giardino ma gli epimedium possono fare molto di più e per capirli meglio sono andata a Villa Taranto dove sono stati usati in dosi massicce come tappezzanti.
Nella prossima puntata pubblicherò qualche foto, insieme a una ‘scheda tecnica‘ riveduta e corretta in base a ciò che sto imparando sugli epimedium.

…………..

  • Se vi interessa acquistare “la garzantina” Enciclopedia dei fiori e del giardino di Ippolito Pizzetti, due copie sono messe in vendita nel nostro MERCATINO. (A02-B48). Quasi 1000 pagine utilissime, insostituibili, un libro che per gli appassionati italiani è (giustamente) la Bibbia.
    Le copie in vendita sono “usate” ma in condizioni perfette. Una è mia, ma in realtà è quella di mia mamma che tratta i libri con grande cura.
  • Un buon motivo per andare su Facebook… c’è un gruppo che si chiama “Epimedium” dove si vedono foto stupende, se avete voglia di indagare ecco il link:  EPIMEDIUM
    (credo si possa accedere anche se non si è iscritti a FB)

ps. se avete consigli, piste da seguire… per favore scrivete nei commenti oppure nella sezione “CONTATTACI“, sono curiosa di scoprire tutto sugli epimedium, che in questo momento sono i miei preferiti.
Alla prossima puntata…

Laura

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5 pensieri su “Epimedium, la magia dei folletti del bosco

  1. Bonjour Laura vous décrivez très bien cette petite fleur des elfes ,une petites plante d’ombre adorable ,vos photos et légendes sont un article agréable à lire .
    Votre Epimedium inconnu orange ,je crois que c’est Epimedium “Orange Kônigin ” .
    Je vous souhaite un beau weekend .
    Merci à vous .
    Emmanuelle

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      • Epimedium ………..sarebbe davvero bello se fossero più conosciuti e se fosse facile reperirli .
        Nel corso degli anni ne ho trovati diverse varietà , ma , ora che ci penso , alcune le ho perse ; questo articolo mi sta facendo sorgere alcune domande .
        Ne avevo alcuni (nomi dimenticati ) di taglia molto piccola , uno bianco , uno di un rosa molto vivace , ma sono spariti ; giustamente tu dici che sono erbacee resistenti , che non temono il gelo , per cui mi sorge il dubbio che la loro piccola taglia abbia avuto la peggio rispetto alle erbacee loro vicine .
        Mi dimentico quasi sempre di tagliare le vecchie foglie a fine inverno : se lo facessi , si vedrebbero i fiori svettare , prima che nascano le nuove foglie , ma le vecchie sono ancora belle e mi scordo di eliminarle anzitempo .
        Secondo me non tutte le varietà hanno la stessa capacità di espandersi , alcune tendono a rimanere molto contenute .
        Oltre ai bellissimi e curiosissimi fiori , trovo il loro fogliame altrettanto interessante .
        Visto il loro contenuto sviluppo , sarebbe altresì molto facile scambiarli , mettendone qualche radice in una busta e spedendoli ; potrebbe essere il sistema di farli conoscere o di allargare la propria collezione ……………..

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      • Ho parlato di recente con Luisa e mi ha detto la stessa cosa in merito alla resistenza, anche da lei alcuni si sono estinti sopraffatti da altre piante più forti. Su “PERENNI” di RHS suggeriscono di riparare le specie più delicate dai venti freddi, sabato andrò a Masino e chiederò ulteriori informazioni a chi li vende. Grazie per le tue dritte che saranno utilissime per scrivere la scheda tecnica “ragionata”…

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