White in the garden

… but not forever
(Laura Caratti) – 

Nel mio piccolo giardino uso volentieri tutti colori, anche se lo spazio è ridotto non voglio impormi una dieta troppo rigorosa scegliendo solo fiori bianchi, solo tinte tenui, solo fiori blu… c’è un tempo per tutto.
Le specie e le varietà non fioriscono in modo simultaneo e gli angoli monocromatici possono rimanere tali anche solo per qualche mese, poi tutto cambia e la tavolozza acquista nuove tonalità. E’ giusto osare e sperimentare senza lasciarsi influenzare eccessivamente dalle mode, se avete la fortuna di avere un giardino, dategli la possibilità di esprimersi senza rinchiuderlo in schemi stereotipati.

Il bianco per me è legato al primavera, ai mesi di marzo e aprile quando il giardino si risveglia con il candore dei Leucoium vernum e dei primi narcisi.
Ma è soprattutto con la fioritura della Spirea japonica e del ciliegio che inizia la primavera.

Come tutti sappiamo il giardino bianco per eccellenza è quello che si trova a Sissinghurst creato negli anni trenta da Vita Sackville-West. Ricordo di aver letto che uno dei motivi che spinsero Vita a preferire il bianco come colore base per uno dei suoi famosi progetti sta nel fatto che all’imbrunire, quando la luce del sole è ormai ridotta al minimo, il fiori bianchi emanano bagliori e cominciano a “pulsare”. In quel breve lasso di tempo il giardino bianco raggiunge il culmine del suo fascino perché si trasforma in un luogo incantato e vivo.


Le foto successive ritraggono gli ingredienti di questa ricetta primaverile che in gran parte ho già sperimentato con successo.

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1. Spirea prunifolia, nell’immagine si vedono anche Dicentra, Iris japonica e Viburnum Carlesii. (La foto è di qualche anno fa, il viburno sulla sinistra era ancora molto giovane e quasi invisibile)
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2. Iris japonica raggiunge il top della fioritura a metà aprile.
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3. Muscari bianchi comprati, pensate un po’… all’IKEA!  (foto scattata il 5 aprile)
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4. Dicentra spectabilis Alba in compagnia di Viburnum Carlesii con fiori bianco-rosati. Anche questa foto è di metà aprile.
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4. Accanto alla Dicentra vive questo Arum italicum che un po’ alla volta sta guadagnando spazio, fiorirà solo a maggio ma l’aspetto più interessante è il fogliame che lo rende attraente anche in inverno.
5. Narcissus tazetta aggiunti solo quest’anno, perciò ho dovuto utilizzare una foto prelevata dal web.

E infine, ecco una fotografia attuale: l’aiuola è situata a nord ed è ancora addormentata, ma tutto è pronto e si notano già i primi segni di ripresa, la primavera è vicina… e questa composizione è semplice da realizzare perché le piante utilizzate sono davvero facili da reperire e da coltivare.

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Ho utilizzato un mastello (l’involucro esterno di una damigiana) per raccogliere gli iris japonica che per quanto graziosi e adorabili… hanno il brutto vizio di propagarsi velocemente invadendo anche le zone che non sono riservate a loro. Tra un mesetto circa pubblicherò gli aggiornamenti.

Il mesetto è passato e potete vedere qui gli sviluppi.

Ogni anno è diverso e per quanto si possa progettare, pianificare si sa già in partenza che ci saranno sorprese. Se così non fosse che gusto ci sarebbe?


Il titolo di questo articolo trae spunto da un’importante evento culturale che si terrà a Milano dal 4 al 9 aprile: White in the city.  Il visitatore verrà condotto nei più prestigiosi palazzi della città attraverso un itinerario allestito da artisti, architetti e designer che ha come filo conduttore il bianco in tutte le sue declinazioni e interpretazioni.
Per maggiori informazioni vi invito a visitare il sito ufficiale www.whiteinthecity.com, di cui anche IL GIARDINO SVELATO è blogger friend.

 

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4 thoughts on “White in the garden

  1. Bonjour Laura j’aime le blanc au jardin ma région du Nord souvent grise en février et mars est une bonne alternative pour rehausser un massif au loin .
    Vos choix des plantes sont chez moi ici aussi sauf les iris japonica .
    Le feuillage de l’arum d’Italie ici aussi je l’aime beaucoup mais sa fleur moins qui fane très vite et n’est pas jolie ce n’est que mon humble avis .
    Votre tonneau est un bel élément décorative .
    Ici par rapport à votre région j’ai un retard c’est les bruyères en ce moment qui éclaire le jardin .
    Merci pour vos idées vos photos et légendes ce fut un régal .
    Très belle journée Laura .
    Emmanuelle

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    1. Emmanuelle cher, je suis absolument d’accord avec vous: la fleur de dell’arum est pas important, il est éphémère et peu attrayante. J’adore la bruyère, mais il est pas très adapté à moi parce que ma terre est argileuse et calcaire, donc, à ce moment, je vous envie un peu…à ce moment dans mon lit de fleur blanche il n’y a rien 🙂

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  2. Adoro il bianco in giardino e, una pianta che, purtroppo ho perso ma che, secondo me non può mancare è l’exacorda racemosa, rimarrà per sempre nei miei ricordi la primavera che sono fioriti insieme lei, il viburno e la spirea!!!!

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