Dal bonsai al giardino

Credo che ogni appassionato di giardinaggio abbia bellissime storie da raccontare, ognuno di noi approda al mondo delle piante in modo diverso.
Mi auguro che questa paginetta di ricordi e di riflessioni possa darvi qualche spunto e suscitare qualche curiosità.

Nel mio caso l’interesse per la botanica è partito dagli alberi: durante le escursioni in montagna il mio sguardo si posava sulle loro radici, sui fusti, sui rami. Volevo capire il funzionamento di queste meraviglie vegetali così ho cominciato ad interessarmi al bonsaismo. Un bonsai è frutto di tecnica, di arte, di filosofia… proprio come un giardino, perciò penso che i manuali per bonsaisti possano essere una preziosa fonte di apprendimento e di ispirazione anche per chi non ha nessuna intenzione di miniaturizzare alberi.

In questi libri solitamente si trova una parte dedicata alla fisiologia che aiuta a familiarizzare con i meccanismi che regolano la crescita di una pianta, l’equilibrio tra chioma e radici, la dominanza apicale, il modo in cui un albero/arbusto può rispondere alla potatura. Grazie alla pratica si impara quanto è disposto a tollerare, quali cure richiede, in quanto tempo comincia a dare le prime soddisfazioni.
C’è poi l’aspetto estetico-artistico, gli stili e le tecniche di composizione sono una componente essenziale del bonsaismo. Fondamentale è imparare a riconoscere  il “fronte” della pianta cioè il punto di vista predominante, il retro servirà invece per dare profondità.
E infine c’è l’aspetto culturale-filosofico. Probabilmente è la questione più complicata per noi occidentali perché nel mondo dei bonsai il tempo è rallentato e le soddisfazioni sono minime, a volte impercettibili

«le culture orientali educano proprio all’attenzione per le piccole cose, semplici, umili e insieme eleganti e delicate. Se a ciò si aggiunge il fascino dato alla Natura dalla vetustà che lascia trapelare storia, vita esperienza, si può dire, secondo un’espressione propria della cultura giapponese, che ogni dettaglio assume il colore del tempo scorre. (…)

Dedicarsi all’arte del bonsai significa intraprendere un cammino, non solo verso l’acquisizione di  conoscenze di tecnica, botanica, cultura, patologia vegetale, giardinaggio, potatura, ma anche e soprattutto verso un nuovo modo di vivere la propria quotidianità (…)

L’arte bonsai – Mauro Coppa)


Tornando al racconto della mia passione per il giardinaggio… passano gli anni e si arriva al fatidico 2003. Finalmente compriamo casa e la disponibilità di un piccolo appezzamento di terreno mi fa capire che prendermi cura di un orto-giardino è decisamente più facile, i risultati sono più rapidi e posso contare su una grande alleata: la Natura che interviene anche quando siamo assenti o distratti dagli impegni di lavoro.
Succede così l’interesse per il bonsaismo diminuisce, o meglio si trasforma in qualcosa di diverso.

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Questo ginkgo biloba detiene il record di anzianità, ha più di trent’anni, mi era stato regalato da un’amica e ci ha seguiti in tutti i vari traslochi. Pianta resistentissima e molto adattabile.

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Sono sopravvissuti anche alcuni bossi ottenuti da margotta. Ogni anno bisogna lottare con la piralide ma finora siamo riusciti a salvarli.

Le piante sopravvissute sono pochissime, alcune sono state regalate o liberate in natura (un pino, un tasso, un ginepro sabina, una piracanta) ma purtroppo gli esemplari più belli sono deceduti.
I motivi sono svariati, ma tutti riconducibili ad un’unica causa: mancanza di costanza e cure insufficienti.
Un bonsai ha quattro esigenze fondamentali: acqua, luce, aria e nutrimento, il problema è che non può soddisfarle da solo e dipende quasi totalmente da noi perciò dev’essere assistito in modo regolare e continuativo.

L’esperienza è stata comunque positiva perché molte nozioni acquisite tornano utili, fra poco si dovrà rinvasare, concimare, potare… io ho imparato a farlo grazie ai “poveri” bonsai.

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Un magnifico bonsai fotografato presso il vivaio Crespi


PER APPROFONDIRE:

Il miglior libro italiano a mio avviso è “Il manuale del bonsai” di Antonio Ricchiari, consumato a furia di consultarlo.
Per chi è alle prime armi e cerca qualcosa di semplice ma dettagliato consiglio il volume di Mauro Coppa citato in precedenza: “L’arte bonsai” reperibile anche in e-book.
Infine, per vedere una bella collezione: una visita al Crespi bonsai museum – Parabiago (MI) non potrà lasciarvi indifferenti, nulla a che vedere con ciò che normalmente si vede nei garden center o nei supermercati.
Nel negozio/vivaio è possibile acquistare (o anche solo guardare) i vasi e gli attrezzi specifici: forbici, cesoie, tronchesi, annaffiatoi di rame. Si tratta di oggetti bellissimi, anche se i prezzi ovviamente sono elevati… dimenticare a casa il bancomat è l’unico modo per resistere alle tentazioni.

 (Laura Caratti)

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4 pensieri su “Dal bonsai al giardino

  1. Bonsoir Laura très passionnant votre article sur les bonsaÏ ,je découvre cette photo dans le jardin de votre maman oh que de beau souvenir .
    Je n’ai jamais fis cette pratique votre article donne envie je ferais un essai peut être un jour ,vous le pratiquer très bien .
    Merci Laura pour cette article et vos merveilleuses photos .
    Bien à vous Emmanuelle

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    • Cher Emmanuelle le monde du bonsaï est très charmant mais c’est très difficile d’obtenir des résultats.
      Après des années, je passe en revue les nombreuses photos stockées, et J’ai un peu de nostalgie, peut-être pour le bonsai ou peut-être pour la jeunesse…

      Mi piace

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