La compostiera ideale

Dopo tanti anni l’ho trovata, o meglio, l’ho costruita. In poche righe vi racconto quel ho capito e quel che ho provato in tema di compostaggio.

p1140357La prima compostiera che ho avuto era abbastanza capiente e divisa in “due camere“che permettevano di separare il compost maturo da quello più recente. Nella zona in primo piano contenente il compost maturo coltivavo nasturzi e le zucche, ma ovviamente la composizione era molto casuale poiché dai semi nasceva di tutto di più… pomodori in primo luogo, ma anche peperoncini, girasoli, nicotiana, nigelle e speronelle.

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Per quanto efficiente la compostiera di pallet presentava alcuni difetti:

  • andava rinnovata ogni 2-3 anni perché con il passare del tempo il legno ovviamente si decomponeva,
  • era in una posizione troppo visibile, in alcuni mesi era gradevole anche dal punto di vista estetico ma nei restanti era solo ingombrante,
  • rivoltare il compost per passarlo da una camera all’altra era un’operazione per noi faticosissima che nessuno aveva mai voglia di fare.

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Dall’anno scorso abbiamo cambiato metodo e posizione, il compost adesso si trova in un angolo sotto il fico che era rimasto inutilizzato perché troppo ombroso. Il processo di compostaggio trae vantaggio proprio dalle posizioni ombreggiate, pensate ad esempio ai boschi di latifolie che producono un humus profumatissimo.

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Abbiamo costruito la nuova compostiera utilizzando quattro pannelli di robusta rete elettrosaldata che creano un’unica camera. Continuiamo ad aggiungere materiale finché c’è spazio, e quando non ci sta più… il sistema a ghigliottina ci permette si svuotarla partendo dal basso dove il compost è più maturo.
Lo spazio occupato è pari alla metà di quello che utilizzavamo in precedenza e il vantaggio è quello di poter prelevare piccole quantità di composta quando ci servono senza dover rivoltare il materiale.

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Non abbiamo mai sperimentato le compostiere prefabbricate che si trovano in commercio perché in genere la loro capienza è insufficiente per le nostre esigenze.
Il giardino non ha una grande estensione (250 mq circa) ma è molto fitto perciò produce parecchio materiale.
Anche se non osserviamo regole precise nella stratificazione e non impieghiamo additivi, il processo si svolge abbastanza velocemente senza produrre cattivi odori, basta usare un po’ di buon senso. Nel compost finiscono ovviamente anche gli scarti di cucina – ben selezionati e rigorosamente vegetali – e parecchia cenere di legna  che arricchisce il terriccio di fosforo e potassio .

E’ comodo avere una gran quantità di composta a costo zero, negli anni scorsi si è rivelata utilissima per riempire le aiuole rialzate, ci aiuta a nutrire l’orto e spesso la impiego anche nei vasi, miscelandola con terra di campo, sabbia, torba, terriccio acquistato e concimi organici.
Nelle miscele mi lascio guidare dall’istinto senza seguire ricette precise, in base a ciò che voglio coltivare aggiungo gli ingredienti di cui dispongo. In ogni caso è sconsigliato utilizzare il compost puro, inoltre – essendo ricco di semi infestanti – è preferibile evitare di impiegarlo nello strato più superficiale.

Costruire e gestire una compostiera è molto facile, se siete alle prime armi o se avete dubbi vi consiglio questo link
http://riduzione2-dechets2.com/pdf/download/documenti_progetto/FAQcompostaggioOK.pdf

Laura Caratti

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