Giardini fatti di sole, di vento e di silenzio a Villeneuve-lès-Avignon

Laura Caratti

Sono reduce da una breve vacanza nella Provenza settentrionale, sette giorni di ballade e bagnade (passeggiate e bagni nei fiumi) ma anche di visite a borghi medievali di pietra, a castelli, chiese, palazzi. Non potevano mancare i giardini, anche se nella zona della Drôme e dell’Ardèche non sono numerosi come in altre parti della Francia a causa del caldo torrido e della siccità.

Se decidete di visitare Avignone (ne vale la pena) il mio consiglio è quello di percorrere un paio di chilometri in più per raggiungere la piccola e tranquilla cittadina di Villeneuve-lès-Avignon.

Qui si può visitare la Certosa che è un luogo di grande fascino anche perché non del tutto restaurato. All’ingresso la luce del sole penetra dall’alto attraversando l’abside crollata e illumina la chiesa.

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All’ingresso la pavimentazione è costituita da ciottoli di fiume tagliati a metà. Sarebbe un’idea da copiare perché si cammina molto comodamente, ma per ottenere un risultato simile ci vuole appunto una pazienza da certosino…

lettra-UDurante il Medioevo il giardino presentava cinque divisioni: orto, frutteto, giardino di fiori, giardino privato e giardino dei semplici in cui si coltivavano erbe con virtù medicamentose.
Per i certosini il giardino dei semplici faceva parte integrante della cella: il contatto con la terra e i suoi frutti, il lavoro manuale potevano conciliarsi con la preghiera. Tra i monasteri esisteva una rete di comunicazione molto attiva che permetteva anche di scambiare talee, semi e piante usate di continuo nella farmacopea medievale. Perciò ogni cella è costituita da due piccole stanze e un mini-giardino in cui il certosino poteva coltivare le sue piante e studiarle.

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Il giardino comune.
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Uno dei numerosi pozzi, questo è il più importante.

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Dipinto di William Marlow – Abbazia di Saint-André (Wikipedia)

Sempre a Villeneuve che era la residenza dei cardinali nel XIV secolo si può visitare l’Abbazia di Saint-Andrè e il suo straordinario giardino che è diviso in due parti: il giardino italiano più rigoroso e formale e il giardino mediterraneo che invece ha una struttura più libera. Presso la biglietteria è possibile acquistare un cesto che contiene tutto il necessario per uno spuntino da consumare su uno dei bellissimi tavoli di pietra o sulle numerose panchine disseminate in punti strategici dove è piacevole sedersi ed ammirare in silenzio.

Anche qui regna la tranquillità, sono giardini nei quali non conta soltanto la quantità e la varietà di piante coltivate ma proprio l’atmosfera, la pace e il senso di armonia che riescono a trasmettere. Sicuramente questo luogo rimarrà impresso nella mia memoria.

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Il giardino italiano punteggiato da vasi e statue, imita lo stile delle ville toscane del XVI secolo. Due grandi vasche ospitano le ninfee. Sulla sinistra si scorge il roseto di rose antiche impiantato recentemente, sul tavolo due signore si godono la merenda.
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Sullo sfondo Avignone
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In questa zona si notano i resti di antichi sarcofagi contornati da cipressi e ulivi

I giardini dell’abbazia sono spesso battuti dal maestrale e ricoprono circa due ettari. Classificati come monumento storico dal 1947, hanno recentemente ricevuto l’etichetta di “jardin remarquable”.

Su Villeneuve ci sarebbe ancora tanto da raccontare e da mostrare ma preferisco lasciare la curiosità, mi limito a citare ancora il Forte che offre un panorama incantevole sulla valle del Rodano e su Avignone.

Per saperne di più:

http://www.abbayesaintandre.fr/

http://chartreuse.org/site/

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