Vacanze e giardini botanici in Italia

(Eddi Volpato)

Si avvicinano le vacanze. Avete mai pensato di includere nei vostri percorsi la visita ad un orto botanico? Ce ne sono ovunque, quindi non è difficile fare una deviazione per entrarci. Per noi che amiamo le piante ed i giardini questi sono luoghi straordinari. Non mi riferisco ovviamente a quelli che sono stati creati di recente solo come richiamo turistico, ma a quelli che hanno una storia lunga di secoli alle loro spalle e che rappresentano un patrimonio da salvaguardare.

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Collezione di succulente nell’Orto botanico di Palermo

Spesso nascosti, poco conosciuti, non inclusi negli itinerari turistici, raramente sono oggetto di visita. Eppure sono luoghi meravigliosi dove, per un attimo, ci si può estraniare per rilassarsi tra una corsa e l’altra. Provate e vedrete che qualche emozione nuova entrerà nella vostra vacanza. Magari vi verrà poi voglia di ripetere l’esperienza.

Poco conosciuti, dicevo. Sì. Nelle guide turistiche sono citati sempre alla voce “altre cose da visitare”, ma in realtà meriterebbero un’attenzione maggiore. E’ solo un’idea che suggerisco. Se siete in viaggio, consultate la guida turistica e provate a vedere se c’è qualche orto botanico lungo il vostro percorso, vi assicuro che non vi pentirete mai di dedicarci un po’ del tempo della vostra vacanza.

In queste poche righe mi piacerebbe ricordarne qualcuno, quelli che mi sono rimasti nell’anima perché legati ad alcuni momenti particolarmente importanti della mia vita, mi ricordano luoghi che hanno lasciato il segno, ma la lista sarebbe lunghissima e ovviamente non è possibile parlare di tutti.

I più antichi erano quasi sempre annessi a facoltà universitarie. Erano luoghi di studio usati per la didattica o in altri casi luoghi di acclimatazione per piante rare provenienti dai vari continenti. Molti hanno mantenuto l’aspetto originale e quindi entrare in essi è come entrare in un altro mondo cui non siamo molto abituati.

Inizierei con l’orto botanico di Torino. Su un lato del Castello del Valentino, dove ha sede l’Istituto di Botanica, ha più di 200 anni e consta di una serie di aiuole con le piante suddivise per famiglia. Vi è anche una zona a bosco con numerose e rare piante, vi sono serre assolutamente da vedere e un giardino alpino che è a dir poco straordinario. Per la mia formazione tecnica la parte con le piante ordinate secondo schemi di classificazione è quella che mi piace di più. Mi ricorda gli studi universitari. Le lezioni di Botanica generale e poi i giri tra le aiuole per scoprire il nome di piante, a quei tempi, assolutamente sconosciute. Come non ricordare le tante ore trascorse in questo orto, tra una esercitazione e l’altra. Qui ho cominciato a imparare il nome di tante varietà anche le più comuni di cui non sapevo quasi nulla. Da allora di tempo ne è passato ma è lì che è nata la mia cultura botanica. È lì che ho visto per la prima volta piante di capperi e gelsomini al nord, quando ancora il clima, decisamente più rigido, non consentiva la loro coltivazione all’aperto come succede adesso.

L’orto botanico di Brera non è da meno. Anche questo è un luogo del cuore. Già citato in un mio precedente articolo sulle salvie. Luogo silenziosissimo nel centro di Milano. Brera con i suoi musei e la sua Accademia, nasconde questo gioiello che ha anch’esso 200 anni, riportato da qualche anno a nuovo splendore. Non è molto conosciuto se non tra addetti. Nemmeno a chi vive in Brera. Mi ricorderò sempre la prima volta che ci andai, un po’ di anni fa. Non riuscendo a districarmi tra statue, studenti e corridoi labirintici chiesi informazioni ad un signore che poi scoprii essere un docente dell’Accademia. Anche lui faticò a condurmi all’ingresso e mi fece fare un lunghissimo giro tra aule e scale in un continuo sali scendi. Sembrava che pure lui faticasse ad orientarsi. Poi scoprii che la via per arrivarci era decisamente molto più semplice. Oggi ci sono cartelli che guidano al cancello d’ingresso. Tra aiuole ordinatissime e piante secolari ci si può permettere un momento di relax dopo le follie dello shopping. Qui poco tempo fa sono rimasto veramente abbagliato da un gigantesca Salvia guaranitica di cui ho subito capito non avrei potuto fare a meno nel mio giardino.

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Ficus macrophylla – orto botanico di Palermo

Vorrei citare anche l’orto botanico di Palermo. All’altro estremo della penisola, un altro mondo rispetto ai precedenti. Piante rarissime, esotiche dalle forme strane, collezioni di cycas e palme che solo qui potrete vedere tutte insieme. Luogo di studio per eccellenza, famoso per il suo erbario immenso e luogo ameno dove trovare un po’ di fresco nella calda estate siciliana. Ficus immensi, come del resto quelli che popolano le piazze palermitane. Non si può lasciare Palermo senza fare due passi in questo luogo straordinario.

Eddi Volpato

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Stagno – Orto botanico di Palermo

(nel prossimo intervento Eddi ci parlerà di alcuni giardini botanici visitati all’estero, alla prossima…)

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