Salvia guaranitica

(Eddi Volpato)

Io non sono un esperto di salvie. Però mi piacciono e le ho scoperte da poco. Sono piante che sanno regalare tante sorprese con le loro eccezionali fioriture. Il clima della Pianura Padana non è adatto a tutte, anzi.
Però andando a cercare con attenzione si possono trovare tante varietà rustiche. Lasciamo stare la Salvia officinalis, onnipresente nei nostri giardini e nei nostri orti. La prima salvia che ho inserito è la Salvia elegans, meglio conosciuta come Salvia ananas. Il profumo delle foglie ricorda tanto quello del frutto tropicale da cui riceve il nome. Inserita un po’ per caso la considero ormai irrinunciabile per il rosso fuoco della sua fioritura che sfoggia nella tarda estate e in autunno fino ai primi geli.
Non è del tutto rustica ma se pacciamata bene resiste ai rigori invernali e in primavera è pronta a ripartire con i suoi germogli.

Ma ho scritto questo intervento perché mi piacerebbe raccontare di un mio recente incontro con una salvia in particolare. Lo scorso autunno in una delle mie visite all’Orto botanico di Brera sono rimasto colpito da una pianta che non conoscevo. Quasi tutti gli anni , quando capito a Milano, faccio un salto a Brera. E’ uno dei luoghi più suggestivi della città. Per l’atmosfera che si respira. Arte, scienza , natura ma anche tanto altro. L’Orto botanico è un gioiello, un’oasi di pace. Un tuffo nella natura al centro di Milano. Le aiuole sono ordinatissime, ben tenute dagli amici dell’Orto di Brera, con le piante divise per famiglia. Passeggiare tra i sentieri, adocchiando qua e là , consente di scoprire varietà a volte sconosciute. In genere io ci capito in primavera a girovagare tra fioriture di rose e peonie.

Ma per un caso l’anno scorso ci sono capitato a novembre. Appena entrato ho visto in lontananza una straordinaria fioritura blu.
Lunghe spighe di un blu indaco che non poteva lasciare indifferenti. Salvia guaranitica indicava il cartellino seminascosto sotto la folta vegetazione. Mai vista, mai sentita. Tutto normale, visto che non conosco le salvie.
Ma come è possibile una fioritura così ricca a novembre in centro a Milano?
E poi non una fioritura qualsiasi in quanto si trattava di un arbusto alto più di due metri. Sono rimasto stupefatto e letteralmente catturato da quell’esemplare.
Ancor di più quando ho scoperto che trattasi di una varietà abbastanza rustica, resiste a temperature di parecchi gradi sotto zero. Un invito a provarla. Ma il destino di noi giardinieri è abbastanza strano.

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Salvia guaranitica – foto Eddi Volpato

Qualche giorno dopo la mia visita a Brera ho iniziato a leggere il libro “Uomini e Piante“ Di Lucilla Zanazzi. Un testo non recente ma che io ho scoperto solo poco tempo fa nella mia continua e disperata ricerca di letture in cui si racconta di giardini . Ogni capitolo narra di appassionati giardinieri che spesso hanno dedicato la loro vita a una sola varietà di pianta.
Storie incredibili a volte, ma che si possono capire quando la passione diviene protagonista. Arrivato al capitolo dedicato a Elisa Benvenuti ho avuto un sussulto quando ho letto che anche lei, giovanissima, rimase incantata da un esemplare di Salvia guaranitica vista all’orto botanico di Lucca.
Forse di lì è nata la sua passione per le aromatiche che l’ha portata a dedicare la sua vita ad esse. Ho trovato strana questa coincidenza.

Quella salvia l’ho cercata e al vivaio di Elisa e Marco “Le essenze di Lea” l’ho trovata. Adesso aspetto di vedere la sua fioritura.

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