Aquilegie, queste sconosciute. O forse no?

(Eddi Volpato)

Le aquilegie da un po’ di tempo sono le grandi protagoniste del giardinaggio. Le fiere ne presentano in grande quantità. Eppure fine a qualche anno fa pochi le conoscevano.

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Io le ho scoperte da un po’ quando la passione per il giardino era ancora lontana dal diventare così forte. Una mia vicina di casa ne aveva in abbondanza nel suo giardino. Erano solo rosa e viola. Si trattava di Aquilegia vulgaris. Solo lei le aveva, e io me ne ero innamorato, forse proprio perché così rare o forse perché è difficile rimanere indifferente a questi fiori così delicati. Me ne feci dare qualche piantina e nel giro di qualche anno anche nel mio vecchio giardino cominciarono ad abbondare. Le ho poi riseminate nel giardino che ho creato nella mia nuova abitazione.

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Quando ho cominciato ad ampliare le mie conoscenze giardinicole ho scoperto che le varietà di aquilegie sono tantissime e di tutte me ne sono innamorato. Ci sono quelle europee, quelle americane

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e quelle asiatiche. Le europee sono deliziose. Le inglesi sono forse le più varie. Si va dalle aristocratiche pom-pom, tutte merlettate perché stradoppie, alle struggenti Barlow. In questo gruppo troviamo tutti i colori dal bianco al quasi nero passando per il rosa, il blu e il porpora. Non possono lasciarci indifferenti. Chi le vede per la prima volta resta colpito dalla loro incredibile bellezza.

 

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Le americane sono più sfacciate. Hanno colori più forti, gialli, rossi, blu spesso abbinati a due a due. Sono vaporose perché si alzano fino a 1,5 metri con fiori molto grossi portati da steli sottili che vibrano al minimo soffio di vento. La Denver Gold o la Longissima, entrambe giallo acceso, sono quelle che si fanno notare di più ma sono anche le più rare da vedere. La Prima fiorisce fino a settembre. Le asiatiche hanno meno varianti nei colori. Si va dall’azzurro al blu o al porpora. L’azzurro della Yabeana, che arriva dal Giappone, è delizioso. E’ un colore che infonde in senso di pace. Forse anche le aquilegie trasmettono qualcosa che è tipico dei luoghi da cui derivano? Può essere.

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Le più belle? A me piacciono tutte, però la Nora Barlow, una rosellina di colore rosa con le punte bianche è quella che a me piace di più, purtroppo, come tutte le Barlow è poco longeva. Pochi sanno che le aquilegie, pur spacciate per perenni, hanno vita breve. Due o tre anni al massimo, poi spariscono. Se trovano l’habitat adatto si auto disseminano ma siccome si ibridano facilmente è sempre molto difficile conservare i caratteri originali.

 

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In un giardino non le mescolerei a caso. Se visitate le mostre dove gli espositori le mescolano tutte la loro bellezza si perde un pochino. I colori sono così vari che mescolati a caso rischiamo di sminuire le peculiarità dei singoli esemplari. Meglio fare piccoli gruppi di varietà con caratteristiche o colori simili. Sapranno dare il meglio di sé e saranno davvero irresistibili.

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